Arriva Muse Spark: Meta AI va all'inseguimento di ChatGPT

Si chiama Muse Spark ed è il nuovo modello di Intelligenza artificiale (il primo ad essere creato nel laboratorio dell’azienda di Menlo Park) presentato da Meta AI lo scorso mercoledì che andrà ad alimentare l'applicazione, oltre ad essere implementato nel corso delle prossime settimane anche sulle piattaforme di WhatsApp, Instagram, Facebook e sullo speciale modello di occhiali Ray-Ban «intelligenti». Una novità non da poco. Anzi. Secondo la CNN potrebbe infatti trattarsi «del lancio più importante di Meta degli ultimi anni». Oltre che la risposta «più chiara che l'azienda abbia offerto finora» a fronte di investimenti a nove zeri.
Viaggi e shopping
Il progetto, nato, nutrito e sviluppato a suon di miliardi, lascia infatti intuire come il gigante tech creda particolarmente nell'incremento del campo dell'Intelligenza artificiale. Il nuovo modello è stato «creato appositamente» per essere usato dai prodotti di Meta ed è stato progettato per «semplificare» sulle diverse piattaforme varie attività come lo shopping, le ricerche sui temi di tendenza e l'organizzazione dei viaggi. Attività per le quali gli utenti già abitualmente tendono ad appoggiarsi a Instagram.
Le attese degli investitori
Ma non solo. Muse Spark è stata infatti la risposta che diversi analisti e investitori stavano aspettando da parte di Meta. E questo soprattutto dopo che l'azienda ha investito più di14 miliardi di dollari nel ramo dell'Intelligenza artificiale, oltre ad aver acquisito le startup IA Manus e Moltbook. Il tutto «senza però fornire particolari dettagli su come questi investimenti avrebbero influito sui profitti», evidenzia la CNN. Ora un risultato tangibile c'è, il frutto tanto atteso di tutti questi sforzi economici. E a festeggiare è stata anche Wall Street: le azioni di Meta sono salite di oltre il 9% subito dopo l'annuncio di mercoledì e hanno chiuso la giornata segnando un rialzo del 6%.
Una pioggia di miliardi
Muse Spark è un progetto che riflette la nuova attitudine di Meta sull'IA. E questa visione, come detto, è la risposta che dà un riscontro degli investimenti fatti. Anche perché, in questo settore, non si lesina di certo sulle cifre. Basti pensare che l'anno scorso, la società di Menlo Park ha speso oltre 72 miliardi di dollari in costi relativi alle infrastrutture di Intelligenza artificiale. Di più. Sempre lo scorso anno il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha dichiarato che Mark Zuckerberg, il suo omonimo di Meta, avrebbe offerto bonus di assunzione da 100 milioni di dollari per riuscire ad accaparrarsi dei talenti sottraendoli alla società produttrice di ChatGPT. Una concorrenza agguerrita e senza esclusione di colpi, insomma.
Corsa contro il tempo
Meta infatti, secondo le analisi dell'emittente americana, starebbe lavorando a ranghi serrati per riuscire ad espandere le sue capacità sul fronte dell'Intelligenza artificiale e «replicare il successo di ChatGPT in tutti gli ambiti di utilizzo». Un successo così travolgente, quello riscosso dalla creazione di Sam Altman, da «cogliere di sorpresa» l'industria tech - Meta inclusa - «costringendo i giganti del settore a una corsa contro il tempo negli ultimi tre anni». Per questo Muse Spark sarà fornita di modalità di utilizzo molto simili a quelli offerte dalle piattaforme come Gemini e la stessa ChatGPT cercando di andare incontro alle richieste e alle preferenze degli utenti, sperando di superare i concorrenti. La sfida è lanciata.
