Arrivano le Olimpiadi e Livigno vieta le candele pirotecniche: «Possono creare gravi pericoli, come a Crans-Montana»

L'ordinanza parla chiaro. Anzi, chiarissimo. A cominciare dalla premessa: «Considerati i recentissimi tragici eventi accaduti in un locale pubblico sito nella località turistica svizzera di Crans-Montana». Gli eventi, evidentemente, sono quelli del Constellation: l'incendio sprigionatosi nel seminterrato, le fiamme che hanno subito avvolto il locale, i morti, 40, perlopiù giovanissimi, i feriti, 116, molti dei quali gravi.
Remo Galli, sindaco di Livigno, località a due passi dalla Svizzera che a breve accoglierà molti atleti e turisti per le gare di freestyle e snowboard di Milano-Cortina 2026, ieri ha emanato appunto un'ordinanza che, anche in virtù dell'imminente arrivo delle Olimpiadi, «vista la diffusa usanza di usare fiamme libere e articoli pirotecnici nei locali pubblici per festeggiamenti ed eventi di tipo diverso» vieta con effetto immediato «l’utilizzo nei pubblici esercizi e locali pubblici di tali articoli che possono, anche in maniera assolutamente incidentale e involontaria, creare gravi pericoli per le persone, come dimostrato dal sopra accennato tragico evento di Crans-Montana».
Il divieto deciso dal sindaco ha motivazioni (anche) economiche, dal momento che, citiamo l'ordinanza, «ulteriori ingenti danni economici possono determinarsi a carico del patrimonio pubblico o privato in conseguenza del potenziale rischio d’incendio discendente dall’accensione incontrollata di articoli pirotecnici ad effetto illuminante».
