Berna

Asilo: «no» alle mozioni di Marchesi e Quadri

Il Consiglio federale raccomanda invece di accogliere un postulato di Alex Farinelli che chiede di valutare l'asperienza maturata con l'applicazione dello statuto S in relazione ai profughi ucraini
Ats
27.08.2026 16:29

«No» a una limitazione del ricongiungimento per gli immigrati che possono mantenere i propri familiari, «no» all'attribuzione dei nuovi centri d'asilo e posti d'accoglienza prioritariamente alle città sgravando le zone periferiche e «no» all'elaborazione di un progetto pilota per l'esternalizzazione delle procedure d'asilo: il Consiglio federale propone al plenum di respingere queste tre proposte presentate rispettivamente da Piero Marchesi (UDC/TI) - le prime due mozioni - e da Lorenzo Quadri (Lega/TI). Raccomanda invece di accogliere un postulato di Alex Farinelli (PLR/TI) che chiede di valutare in un rapporto l'esperienza maturata con l'applicazione dello statuto di protezione S in relazione ai profughi provenienti dall'Ucraina.

Il democentrista ticinese, nella sua prima mozione, chiede in particolare di subordinare il ricongiungimento familiare alla prova di un reddito sufficiente, dell'assenza di dipendenza dall'assistenza sociale e dell'assenza di un rischio concreto di futura dipendenza dall'aiuto sociale. Ma, secondo l'esecutivo, il diritto vigente prevede già i principi richiesti dall'autore della mozione.

Con il suo secondo atto parlamentare, Marchesi chiede invece modifiche legislative, affinché si attribuiscano prioritariamente nuovi centri d'asilo e posti d'accoglienza alle città e agli agglomerati, così da ridurre progressivamente il carico sulle regioni periferiche e rurali. Nella sua risposta, il Governo precisa che la Confederazione non dispone di elementi indicanti che i Cantoni auspicherebbero derogare all'attuale sistema di ripartizione dei richiedenti asilo.

Con la sua mozione, Quadri chiede al Consiglio federale di elaborare e realizzare un progetto pilota volto all'esternalizzazione delle procedure d'asilo, in particolare attraverso la partecipazione a un hub di rimpatrio situato in un Paese terzo sicuro oppure mediante la creazione di una struttura analoga, se del caso in collaborazione con Stati partner. Nella sua risposta, l'esecutivo sottolinea come i progetti di esternalizzazione finora avviati a livello europeo non siano stati implementati oppure si siano rivelati inefficaci e molto costosi. Il Consiglio federale fa inoltre notare che gli approcci di esternalizzazione possono integrare ma non sostituire i sistemi nazionali.

Miglior sorte ha ottenuto il postulato di Farinelli. Con il suo atto parlamentare il liberale-radicale chiede al Governo di presentare un rapporto sull'esperienza maturata con l'applicazione dello statuto S per gli Ucraini e di esaminare, sulla base di tale esperienza, la necessità di adeguare le basi legali vigenti. In particolare, Farinelli invita a valutare se lo statuto S, concepito quale strumento di protezione rapida e temporanea, sia adeguato anche in situazioni di protrazione pluriennale del conflitto. Come detto il Consiglio federale propone al plenum di accogliere tale postulato.