Cornaredo

Assegnati gli ultimi appalti, è finalmente l’ora del cantiere

Dopo un iter più complicato del previsto, sono infine pronti a partire a settembre i lavori per realizzare una delle opere più attese a Lugano – La «Piazza sul fiume» darà svago, percorsi di mobilità dolce e sicurezza alla città
© CVC
Federico Storni
02.07.2026 06:00

La Pollice Trasporti di Rivera per le opere preparatorie, la Compul di Osogna per i lavori forestali, e la Contrabi di Biasca per le opere da impresario costruttore. Sono cresciute in giudicato negli scorsi giorni le aggiudicazioni dei principali appalti per la realizzazione di uno dei progetti più attesi a Lugano: la «Piazza sul fiume» o, più tecnicamente, la sistemazione idraulica del fiume Cassarate, lotto 1. Un progetto - il costo stimato si aggira sui 14 milioni, di cui ben oltre l’80% finanziato da Confederazione e Cantone - che promette di migliorare la sicurezza e la qualità di vita a Cornaredo e per cui finalmente c’è una data: la cerimonia di posa della prima pietra ufficiale è prevista per il 22 settembre (ma i lavori preparatori partiranno il primo del mese) con la posa di un totem realizzato dagli studenti dello CSIA ricorrendo a rifiuti raccolti proprio nel fiume durante una delle giornate di pulizia.

Orizzonte 2028

I fondi per realizzare la rinaturazione sono stati sbloccati già tre anni fa, ma il progetto ha faticato a partire sia per l’incertezza legata all’ormai cassata maxi-rotonda sul fiume (bisognava predisporne le fondamenta), sia per una procedura espropriativa più complicata del previsto (e infine risolta bonalmente) dell’edificio che ospita il centro artistico MAT, che è destinato alla demolizione. Ma, appunto, ora tutto questo è alle spalle e si può finalmente partire con i lavori, che prenderanno due anni: «La tabella di marcia è piuttosto serrata - dice il direttore del Consorzio Valle del Cassarate (CVC) Massimiano Soldati, committente dell’opera - perché i fondi federali saranno disponibili solo sino a fine 2028».

Un benvenuto bonus

Negli ultimi anni, dunque, più che parlare dei contenuti del progetto, si è discusso dell’iter per arrivare al cantiere. Vale allora la pena, in attesa del primo colpo di piccone, ricordare che scopo abbiano questi lavori. Partendo dal fatto che la «Piazza sul fiume» non è al centro degli stessi, ma piuttosto un «bonus». Il focus infatti è sulla sistemazione idraulica e rinaturazione del fiume Cassarate, nel tratto compreso dal Ponte di Valle allo stadio di Cornaredo, per un totale di quasi 1,4 chilometri. Sarà la parte dei lavori forse meno visibile ma più importante per la protezione di Lugano da piene e straripamenti. È per essa che la Confederazione ha stanziato generosi contributi. Ed è grazie a essa che qualcosa ritornerà alla popolazione: la Piazza sul fiume, appunto. È il medesimo concetto con cui si è creata la foce del Cassarate come la conosciamo oggi: anche quella fu innanzitutto una riqualificazione idraulica.

Il lotto 1, appunto, regalerà un nuovo e ampio spazio verde che, oltre alla funzione di svago, permetterà al fiume di «sfogarsi» in caso di forti piogge, togliendo energia all’acqua nel suo scorrere in città. Col bel tempo, invece, sarà un nuovo accesso al fiume per la popolazione, impreziosito dalla rimessa alla luce del riale Ligaino che scende da anni intubato da Pregassona. Tutto ciò permetterà di creare sia un nuovo percorso ciclopedonale lungo il Cassarate, sia di creare un nuovo percorso casa-scuola nel verde per i ragazzi che frequentano le Medie di Pregassona, lungo appunto il riale Ligaino e grazie alla prevista demolizione dell’edificio che ospita il MAT.

L’importanza di prevenire

Per il CVC il cantiere rappresenta sia un vanto, sia uno sforzo non indifferente, dato che vedrà impegnate alcune delle sette persone che compongono la sua squadra operativa; la stessa che si occupa della manutenzione di tutto l’ampio territorio del Consorzio (che va dalle sorgenti del Cassarate sul Gazzirola sino al suo sfociare nel lago). Manutenzione che, sottolinea il direttore Soldati, «è il motivo per cui sul nostro comprensorio gli eventi alluvionali sono stati ben gestiti», senza particolari allagamenti o danni anche peggiori. Merito appunto della pulizia costante e tempestiva del centinaio di camere di trattenuta e di altre opere premunitrici come la posa di un pettine per intercettare il legname più spesso nel Piano della Stampa. Un altro luogo rinaturato in anni recenti che oggi è sempre più frequentato anche per lo svago, con punte considerevoli la scorsa estate di persone che vi si recano per mettere i piedi in acqua, complice forse l’aumento di prezzo dei Lidi comunali.

Una Legge centenaria

A facilitare i lavori del CVC, sottolinea Soldati, è anche il quadro legale, che permette di «schivare» alcuni passaggi burocratici che rendono più farraginoso il compito di altri Enti pubblici: «Sottostiamo alla Legge sui consorzi, che è in vigore dal 1913 con pochi mutamenti. Significa che è una buona legge».

Un altro punto di forza del CVC, conclude il direttore, è la sua capacità di dialogare e di mettersi in rete. Ad esempio, per la rinaturazione del fondale del lotto 1 verranno utilizzati 12.000 metri cubi di materiale «puro» proveniente dal mulino del Ghitello. Materiale che troverà così un nuovo uso.