Assistenza sanitaria, «Roma salda regolarmente il dovuto»

In fatto di assistenza sanitaria internazionale, il Governo di Roma ha fatto i compiti: parola del Consiglio federale, secondo cui dal 2023, il Belpaese ha ridotto sistematicamente i suoi debiti nei confronti della Svizzera e salda regolarmente i crediti in sospeso.
Situazione straordinaria
Per quanto riguarda il rimborso delle spese legate alla tragedia di Crans-Montana da parte dell'Italia, spiega il Consiglio federale rispondendo a un'interpellanza di Lorenzo Quadri (Lega/TI), la questione «non è ancora stata chiarita». Al momento, aggiunge il Governo, sono in corso colloqui tecnici tra i due Paesi in relazione a questa situazione straordinaria. Va però rilevato che, in generale, il sistema di assistenza reciproca funziona bene, sottolinea l'Esecutivo.
Per quanto attiene ai crediti vantati dalla Svizzera nei confronti dell'enclave di Campione d'Italia, scrive il Governo rispondendo al consigliere nazionale ticinese, al 4 di giugno scorso ammontavano a 5.238.497,65 franchi, di cui 3.693.641,20 contestati e non saldati.
Scambio di lettere
A tale proposito, il Consiglio federale rammenta che, in relazione all'enclave, il rimborso delle spese è disciplinato nello scambio di lettere dell'ottobre 2006 tra l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali e il Ministero della salute italiano. Non è in vigore insomma alcun accordo di compensazione e i termini di pagamento non sono regolamentati in modo esplicito. Poiché il rimborso delle spese è disciplinato separatamente tramite scambio di lettere, questi crediti non sono indicati come esigibili e non vi vengono applicati interessi di mora.
Più in generale, nell'ambito dell'assistenza sanitaria internazionale, i ritardi e mancati incassi non incidono sui costi complessivi del sistema sanitario elvetico e, indirettamente, sui premi degli assicurati, conclude l'esecutivo.