Banche

Associazione banchieri ed Economiesuisse critici sulle nuove norme UBS

La proposta del Consiglio federale riguardo all'adeguamento dei requisiti patrimoniali per le partecipazioni estere delle banche sistemiche, come UBS, è malvista da alcune associazioni del settore: «Così si mette a rischio la piazza finanziaria»
Ats
22.04.2026 17:31

L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) giudica molto criticamente le nuove norme proposte oggi dal Consiglio federale riguardo all'adeguamento dei requisiti patrimoniali per le partecipazioni estere delle banche sistemiche come UBS. In un comunicato l'organizzazione accusa il governo di ignorare le osservazioni emerse in consultazione. Se le disposizioni, che saranno ora esaminate dal parlamento, dovessero diventare realtà indebolirebbero la piazza finanziaria, renderebbero più difficile l'erogazione del credito e rincarerebbero i servizi finanziari per le imprese.

Alcune note positive

Positivamente viene invece accolto il fatto che il governo abbia abbandonato le proposte ritenute più estreme sul fronte della valutazione dei software aziendali in quanto capitale degli istituti, ora allineate agli standard internazionali. Viene inoltre apprezzata l'esenzione dalla maggior parte delle banche (quelle non sistemiche) da ulteriori inasprimenti.

L'ASB sostiene l'obiettivo dell'esecutivo di discutere rapidamente il disegno di legge da questa estate, ma chiede al parlamento di trovare un equilibrio tra stabilità finanziaria e competitività. In dichiarazioni riportate nella nota il presidente Marcel Rohner ha sostenuto che l'isolamento normativo della Svizzera non è nell'interesse del paese.

Per Economiesuisse la piazza economica sarà meno attrattiva

Sulla stessa lunghezza d'onda è anche la reazione di Economiesuisse. Secondo l'organismo che rappresenta le aziende elvetiche si profila un ulteriore peggioramento dell'attrattiva della piazza economica: la regolamentazione bancaria presentata dal Consiglio federale va ben oltre gli standard internazionali e comporta costi aggiuntivi sia per le banche che per la piazza economica.

I nuovi requisiti in materia di fondi propri interessano l'intera economia, poiché comportano anche un aumento dei costi del credito, argomenta l'associazione. È quindi in gioco la competitività dell'intera economia elvetica. Economiesuisse chiede quindi una soluzione proporzionata, che coniughi stabilità e competitività.

BNS e FINMA accolgono le misure

Come avevano già fatto negli scorsi mesi, la Banca nazionale svizzera (BNS) e l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) accolgono con favore le misure approvate oggi dal governo. Esse vengono viste come fondamentali per colmare le lacune normative evidenziate dalla crisi di Credit Suisse.