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Attivisti Flotilla legati e bendati, diversi paesi convocano gli ambasciatori d'Israele

L'umiliazione riservata agli attivisti della Flotilla da parte del ministro Itamar Ben Gvir è stata ritenuta inaccettabile da molti paesi, inclusa la Svizzera
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Attivisti Flotilla legati e bendati, diversi paesi convocano gli ambasciatori d'Israele
Red. Online
20.05.2026 07:06
20:06
20:06
Commissaria Ue, 'gli attivisti della Flotilla non sono criminali'

«Guardate questo video. Non si tratta di criminali condannati. Sono attivisti che cercano di portare del pane a chi ha fame. L'attivismo pacifico e la libertà di riunione sono diritti fondamentali. I civili devono essere protetti. Il diritto internazionale umanitario deve essere rispettato. Nessuno dovrebbe essere punito per aver difeso l'umanità».

Lo scrive in un tweet la commissaria Ue alla gestione delle emergenze Hadja Lahbib, rilanciando il video diffuso dal ministro per la sicurezza nazionale Ben-Gvir sugli attivisti della Flotilla trattenuti da Israele.

19:18
19:18
Flotilla, iniziato il trasferimento dei fermati verso il carcere Ketziot

«Abbiamo appena saputo che stanno trasferendo tutti gli attivisti fermati nel carcere israeliano di Ketziot. Le procedure andranno avanti per diverse ore». A dirlo la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia. «Le visite consolari dovrebbero iniziare da domani mattina».

19:17
19:17
Trump, 'siamo nelle fasi finali dei negoziati con l'Iran, vedremo'

«Siamo nelle fasi finali dei negoziati con l'Iran. Vedremo cosa accadrà». Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che o si raggiungerà un accordo oppure «dovremo intraprendere azioni un po' spiacevoli. Speriamo, tuttavia, che ciò non accada».

Precedentemente Iran International, riprendendo l'emittente televisiva araba Al Arabiya, aveva riportato che erano in corso i lavori per limare il testo di un accordo tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra in Medio Oriente e che l'annuncio del completamento sarebbe potuto arrivare «entro poche ore».

Secondo quanto riferito da Al Arabiya, inoltre, il capo dell'esercito pachistano, Asim Munir, potrebbe recarsi in Iran domani per annunciare la versione definitiva del documento.

18:24
18:24
Madrid convoca diplomatica Israele, trattamento mostruoso Flotilla

Il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha di nuovo convocato - per la seconda volta in due giorni - l'incaricata d'affari di Israele in Spagna, Dana Erlich, per protestare contro quello che ha definito un trattamento «mostruoso, indegno e disumano» degli attivisti della nuova Flotilla per Gaza, intercettata dalle autorità israeliane in acque internazionali. Lo ha annunciato lo stesso Albares in una conferenza stampa presso l'ambasciata spagnola a Berlino - dopo un incontro con il suo omologo tedesco, Johann Wadephul - riportata in un video su X.

L'incaricata d'affari è il massimo livello della rappresentanza diplomatica di Israele in Spagna, dopo che entrambi i paesi hanno ritirato i propri ambasciatori per la crisi diplomatica seguita al riconoscimento dello Stato della Palestina da parte di Madrid, nel maggio 2024.

La nuova convocazione della Erlich avviene, a meno di 24 ore dalla precedente, in segno di «energica protesta» dopo la diffusione sui social di un video in cui il ministro della Sicurezza nazionale di Israele deride gli attivisti della spedizione umanitaria arrestati, fra i quali figurano 44 spagnoli.

«Questo trattamento è mostruoso, vergognoso e disumano», ha dichiarato Albares, esigendo a Israele di «presentare scuse pubbliche».

17:42
17:42
Ankara condanna comportamento Ben Gvir con attivisti della Flotilla

La Turchia ha condannato il comportamento del ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir che ha deriso gli attivisti arrestati della Global Sumud Flotilla durante un visita al porto di Ashdod dove sono detenuti.

«Condanniamo la violenza verbale e fisica perpetrata da un ministro israeliano contro i partecipanti della Global Sumud Flotilla, intercettata illegalmente da Israele in acque internazionali», ha affermato ministero degli Esteri di Ankara, accusando il governo di Benjamin Netanyahu di avere una «mentalità violenta e barbara», in un comunicato. «Stiamo adottando tutte le misure necessarie, insieme agli altri Paesi interessati, per garantire l'immediato e sicuro rilascio dei nostri cittadini e degli altri partecipanti alla Flotilla, e proseguiamo con determinazione i nostri sforzi per ottenere risultati il prima possibile», si legge nella nota.

Il convoglio della Flotilla intercettato dall'esercito israeliano era salpato la scorsa settimana da Marmaris, località costiera della Turchia sud occidentale, per dirigersi a Gaza ed era formato da oltre 50 imbarcazione con 428 attivisti provenienti da 44 Paesi. Secondo i media locali, sono 74 gli attivisti turchi presenti sulla Flotilla e arrestati da Israele.

17:19
17:19
«Forze armate israeliane al massimo livello di allerta»

«In questo momento l'Idf (le Forze di difesa israeliane, ndr) è al massimo livello di allerta e pronta a qualsiasi sviluppo». Lo ha affermato il capo dell'esercito israeliano Eyal Zamir durante una riunione con tutti i comandanti di divisione, secondo un comunicato delle forze armate dello Stato ebraico.

In precedenza, le Guardie Rivoluzionarie iraniane avevano avvertito che il conflitto si sarebbe esteso oltre la regione se Stati Uniti e Israele avessero ripreso gli attacchi contro Teheran.

17:18
17:18
Riad, Teheran colga sforzi per negoziati ed eviti nuova escalation

«L'Arabia Saudita auspica che l'Iran colga l'opportunità per evitare le pericolose conseguenze di un'escalation e risponda con urgenza agli sforzi per far progredire negoziati che portino a una pace duratura nella regione e nel mondo». Lo scrive su X il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, riguardo lo stallo nelle trattative fra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica.

Il titolare degli Esteri di Riad ha inoltre espresso apprezzamento «per la decisione del presidente Usa Donald Trump di dare alla diplomazia la possibilità di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».

16:35
16:35
La Francia convoca ambasciatore israeliano dopo il video di Ben Gvir

 Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha condannato oggi come «inaccettabili» le immagini del video pubblicato dal ministro israeliano Ben Gvir, in cui si mostrano militanti della Flotilla in ginocchio e con le mani legate. Barrot ha detto di aver chiesto la convocazione dell'ambasciatore di Israele in Francia.

«Il comportamento di Ben Gvir nei confronti dei passeggeri della Flotilla Global Smud, denunciato dagli stessi suoi colleghi del governo israeliano, è inammissibile - ha scritto Barrot in un post su X - Ho chiesto che l'ambasciatore di Israele in Francia sia convocato per esprimere la nostra indignazione ed ottenere spiegazioni».

«La sicurezza dei nostri connazionali è una priorità costante - scrive ancora Barrot - qualunque cosa si pensi di questa flotilla, sulle cui iniziative noi abbiamo espresso a più riprese disapprovazione, i nostri connazionali che vi partecipano devono essere trattati con rispetto e liberati al più presto possibile».

16:34
16:34
Trump: «Il voto di midterm? Nessuna fretta sull'Iran»

«Tutti dicono che ho fretta» sull'Iran «per le elezioni di metà mandato. Ma non ho fretta». Lo ha detto il presidente statunitense Donald Trump. «Mi piacerebbe vedere poche persone uccise, anziché molte. Possiamo procedere in entrambi i modi. Ma mi piacerebbe vedere poche persone uccise», ha aggiunto.

Gli Stati Uniti «sono stati 19 anni in Vietnam, 12 anni in Iraq, sette anni in Corea. Noi siamo» in Iran da «tre mesi e la maggior parte del tempo è trascorsa con il cessate il fuoco», ha detto Trump ribadendo che con l'attacco l'Iran è stato «decimato».

15:49
15:49
Netanyahu: «Israele ha diritto a fermare Flotilla ma Ben Gvir ha sbagliato»

«Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il Ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile». Lo afferma il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un comunicato.

15:46
15:46
Teheran rafforza ulteriormente il controllo su Hormuz

L'Iran ha consolidato il controllo sullo Stretto di Hormuz attraverso posti di blocco militari, controlli sulle navi, accordi diplomatici e, in alcuni casi, tariffe di sicurezza per il passaggio sicuro: lo scrive Reuters sul sito.

I pasdaran svolgono un ruolo centrale nel nuovo sistema di transito a più livelli che dà la precedenza alle navi legate ad alleati come Cina e Russia, mentre per altre imbarcazioni potrebbero richiedere accordi intergovernativi o pagamenti che, secondo le fonti, sono superiori a 150'000 dollari.

La Marina delle Guardie della rivoluzione islamica dell'Iran ha intanto dichiarato che 26 imbarcazioni hanno attraversato nelle ultime 24 ore lo Stretto di Hormuz, dove il transito è limitato da quando è iniziato il conflitto tra Usa, Israele e Iran. Le 26 imbarcazioni - tra cui ci sono petroliere, portacontainer e altre navi commerciali - hanno attraversato lo Stretto «in coordinazione» con i pasdaran che hanno fornito sicurezza per il passaggio, si legge in un comunicato come riferisce l'agenzia Isna.

15:38
15:38
Global Flotilla, «attivisti esposti come trofei»

 «Quello riservato da Israele agli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali» è stato un «trattamento vergognoso e riprovevole». Lo scrive la Global Sumud Flotilla in un comunicato, dove si parla di «uomini e donne costretti inginocchiati a terra, legati, umiliati ed esposti come trofei durante la visita del ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdod». I volontari, aggiunge l'organizzazione della missione umanitaria, «vengono maltrattati durante ogni spostamento, mantenuti in posizioni umilianti e scomode, legati, picchiati».

«Nei video e nelle foto trasmesse dai media israeliani sono tenuti contro ogni regola e diritto, mentre viene suonato l'inno nazionale israeliano e il ministro Ben Gvir con una bandiera in mano lì apostrofa e li insulta» aggiunge.

Il comunicato riporta anche quanto riferito dal team legale di Adalah in una nota. «In un video dal porto di Ashdod pubblicato dal ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, si vedono guardie carcerarie e soldati israeliani mentre picchiano e umiliano attivisti delle missioni Freedom Flotilla Coalition (Ffc) e Global Sumud Flotilla (Gsf)» e «in precedenza, la ministra dei Trasporti israeliana Miri Regev aveva pubblicato un video in cui definiva ripetutamente gli attivisti 'sostenitori del terrorismo' e 'drogati di alcol'».

Inoltre, «in un altro video attribuito a Moti Kastel, giornalista israeliano (Channel 14), gli attivisti vengono mostrati inginocchiati con le mani ammanettate dietro la schiena, il volto rivolto verso il pavimento, mentre in sottofondo viene riprodotto l'inno nazionale israeliano».

Israele, per Adalah, sta adottando una politica criminale di abuso e umiliazione contro attivisti che cercano di opporsi ai continui crimini di Israele contro il popolo palestinese.

14:16
14:16
Flotilla: attivisti bendati e in ginocchio, Ben Gvir li deride

Il ministro della sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della flottiglia fermati dalla Marina militare - tra cui alcuni svizzeri - e, come diffuso sui suoi canali social sotto il titolo «Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo», deride gli attivisti mentre camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati e bendati in ginocchio e esulta: «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa» e «Il popolo d'Israele vive». In un altro filmato si vede un attivista che grida «Free Palestine» mentre viene sbattuto a terra da un agente.

Gli attivisti della Flottilla, scrive «Haaretz», vengono legati e trascinati nel porto israeliano di Ashdod e nel video, mentre viene trasmessa dagli altoparlanti «Hatikva», l'inno israeliano, si vedono agenti di polizia mascherati che spingono a terra gli attivisti della flottiglia, costringendoli a mettersi a quattro zampe e trascinandoli sul pavimento. Gli attivisti sono allineati all'interno di un magazzino, costretti a inginocchiarsi con la faccia a terra e le mani legate dietro la schiena con delle fascette.

«Sono arrivati con grande orgoglio, grandi eroi, e guardate come sono ora: niente eroi o altro, sono sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu (il premier israeliano, ndr) di consegnarmeli a lungo, li mettiamo nelle carceri dei terroristi», ha detto Ben-Gvir in un altro video diffuso durante la visita al porto di Ashdod.

12:00
12:00
Libano: 15 persone uccise da Israele nelle ultime 24 ore

Israele continua a bombardare il sud del Libano e la valle orientale della Bekaa nonostante il cessate il fuoco del 17 aprile, prorogato nei giorni scorsi per altri 45 giorni, mentre Hezbollah rivendica nuovi attacchi con droni e razzi contro postazioni e mezzi militari israeliani. Lo riferiscono media libanesi secondo cui nelle ultime 24 ore almeno 15 persone sono state uccise oggi nei raid israeliani nel sud del paese.

Tra le vittime figurano anche quattro bambini morti in un bombardamento contro una casa a Deir Qanun an Nahr, nella regione di Tiro. Altre vittime sono state segnalate a Kfarsir, Haruf, Nabatiye e Froun.

L'esercito israeliano ha inoltre ordinato lo sfollamento forzato e immediato di 12 località nel sud del Libano e nella Bekaa, tra cui aree di Nabatiye, Tiro e Jezzine.

Parallelamente Hezbollah ha rivendicato una serie di operazioni con droni esplosivi e razzi contro le truppe di occupazione israeliane in pieno territorio libanese e nel nord di Israele. Secondo «Haaretz», un drone proveniente dal Libano è esploso nel nord di Israele causando due feriti.

Da parte sua il ministero della sanità di Beirut ha reso noto che dal 2 marzo gli attacchi israeliani hanno provocato almeno 3'042 morti e 9'301 feriti in Libano, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile. Venerdì a Washington il Libano e Israele avevano accettato una proroga di 45 giorni della tregua per proseguire i negoziati.

Il ministero ha precisato che almeno 116 operatori sanitari sono stati uccisi dagli attacchi israeliani dal 2 marzo, mentre altri 263 sono rimasti feriti. I bombardamenti israeliani hanno inoltre causato la distruzione di numerose ambulanze, centri sanitari e ospedali. Il ministero ha denunciato in particolare la distruzione totale del centro sanitario primario di Maashuq, nella regione di Tiro. Complessivamente dall'inizio dell'offensiva israeliana sono stati colpiti almeno 31 centri sanitari nel paese.

11:20
11:20
Flotilla: gli attivisti arrivano a Ashdod sulle navi dell'Idf

I partecipanti della Flotilla fermati dalla Marina militare israeliana al largo delle coste di Cipro - tra cui quattro cittadini svizzeri - stanno iniziando ad arrivare al porto di Ashdod. Lo conferma all'ANSA il portavoce di Adalah, l'organizzazione non governativa che assiste legalmente in Israele i partecipanti della missione e che ha iniziato a incontrare alcuni dei partecipanti fermati.

«Il team legale di Adalah contesterà la legalità di queste detenzioni e chiederà l'immediato rilascio di tutti i partecipanti alla flottiglia», ha affermato Adalah in una nota.

Stanotte Israele ha affermato di avere intercettato tutte le imbarcazioni, fermando 430 attivisti.

11:19
11:19
Il regno Unito allenta le sanzioni sul petrolio russo per l'aumento dei prezzi

Il Governo britannico ha allentato le rigide sanzioni sul petrolio russo raffinato in gasolio e carburante per aerei in paesi terzi, a causa dell'aumento dei prezzi. Lo riporta la BBC.

Sono state inoltre revocate alcune sanzioni sul trasporto di gas naturale liquefatto (GNL) russo. La deroga entrerà in vigore oggi e riflette le crescenti preoccupazioni relative all'approvvigionamento di alcuni carburanti a causa del blocco effettivo dello Stretto di Hormuz, una via navigabile fondamentale, dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele con l'Iran.

Il governo ha affermato che le sanzioni complessive si sono inasprite, ma che sono necessarie ulteriori flessibilità. Una mossa simile da parte degli Stati Uniti è stata ampiamente criticata.

I prezzi del carburante per aerei in Europa sono più che raddoppiati dopo l'inizio della guerra, ma ora sono circa la metà più alti, mentre i prezzi alla pompa nel Regno Unito continuano a salire.

Diverse compagnie aeree che operano nel Regno Unito e in tutto il mondo hanno cancellato voli e aumentato i prezzi in risposta alle altissime tariffe del carburante per aerei.

Per anni il Regno Unito ha guidato gli sforzi internazionali per esercitare pressioni economiche sulla Russia per la sua guerra in Ucraina.

11:19
11:19
Pasdaran: «Se gli USA attaccano, la guerra si estenderà oltre la regione»

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane minacciano di «estendere la guerra oltre la regione» qualora gli Stati Uniti attaccassero nuovamente l'Iran.

«Non abbiamo ancora impiegato tutte le capacità della Rivoluzione Islamica contro di loro - affermano -. Ma ora, se l'aggressione contro l'Iran si ripeterà, la guerra regionale promessa si estenderà questa volta oltre la regione, e i nostri colpi devastanti in luoghi inaspettati vi porteranno alla rovina totale.»

«Il nemico sionista-americano, che non ha tratto alcun insegnamento dai suoi ripetuti e gravi fallimenti strategici subiti durante la Rivoluzione Islamica dell'Iran, ha ricominciato a minacciare il paese», si legge nella dichiarazione, che aggiunge: «ci hanno attaccato con tutta la potenza militare dei due eserciti, ma non abbiamo ancora utilizzato tutte le nostre capacità militari in guerra. Tuttavia, questa volta i nostri colpi distruttivi vi annienteranno in luoghi che non potete nemmeno immaginare».

«Siamo uomini di guerra e vedrete la nostra potenza sul campo di battaglia, non nelle dichiarazioni vuote e sui social network», ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.

Da parte sua il ministro degli esteri Abbas Araghchi ha avvertito su X che un eventuale ritorno alla guerra con l'Iran porterebbe «molte altre sorprese», affermando che le forze armate iraniane hanno acquisito nuove esperienze e capacità durante l'ultima aggressione statunitense-israeliana.

Araghchi, citato dall'agenzia IRNA, ha affermato che mesi dopo l'inizio della guerra contro l'Iran, il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto che decine di aerei, per un valore di miliardi di dollari, erano stati distrutti. «Le nostre potenti Forze armate sono state le prime ad abbattere un F-35», ha dichiarato il ministro degli esteri. «Grazie alle lezioni apprese e alle conoscenze acquisite, il ritorno alla guerra ci riserverà molte altre sorprese», ha aggiunto.

Mentre l'ayatollah Mojtaba Khamenei ha dichiarato che «oggi ci troviamo di fronte alle epiche conquiste della nazione iraniana nella sua storica resistenza contro due eserciti terroristici globali (quelli degli Stati Uniti e di Israele)», aggiungendo che ciò «rende il peso (della responsabilità) per i funzionari più gravoso che mai».

«Oggi, grazie all'unità della nazione e del governo, i funzionari sono stati motivati a mettere in atto le loro iniziative per risolvere le preoccupazioni della popolazione, specialmente nei settori economico e del sostentamento, sulla via del progresso del paese e di un futuro luminoso», ha detto Khamenei in occasione dell'anniversario della morte del presidente Ebrahim Raisi, deceduto in un incidente in elicottero nel maggio 2024.

07:07
07:07
Il punto delle 7

La Russia è pronta a dare una mano nei negoziati tra Iran e Stati Uniti, se necessario, ma non intende imporre i propri servizi. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov in un'intervista alla Tass. «La Russia è pronta a fornire tutta l'assistenza possibile per risolvere questo conflitto, come ben sanno le parti. Non abbiamo mai imposto i nostri servizi, né intendiamo farlo. Ma se richiesto, offriremo il nostro aiuto», ha affermato. Ryabkov ha sottolineato che Mosca è sempre stata e rimane «impegnata a cercare soluzioni esclusivamente sul piano politico e diplomatico». In tal senso, accoglie con favore i tentativi di Washington e Teheran di riprendere il processo negoziale, e rileva «il ruolo attivo della parte pakistana nella stabilizzazione della situazione e nella creazione delle condizioni per un progresso verso una pace duratura».

Nel frattempo, due superpetroliere cinesi, cariche di quattro milioni di barili di petrolio greggio, hanno lasciato lo Stretto di Hormuz dopo essere rimaste bloccate nel Golfo per due mesi. Lo riferisce Al-Jazeera riprendendo Reuters. Citando i dati di navigazione di Lseg e Kpler, l'agenzia ha affermato che le navi - Yuan Gui Yang e Ocean Lily - hanno lasciato il passaggio oggi. Secondo Reuters, la Yuan Gui Yang aveva caricato 2 milioni di barili di greggio iracheno di Basra il 27 febbraio, il giorno prima dell'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, mentre la Ocean Lily aveva caricato 1 milione di barili ciascuno di greggio qatariano di Al-Shaheen e iracheno di Basra tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo.