Berna

Autonomiesuisse, «ci sono alternative al pacchetto di accordi con l'UE»

Ritenendo incomplete le informazioni fornite in merito dal Consiglio federale, ha commissionato una perizia sul tema e propone alcune alternative. Realizzata dall'istituto zurighese Swiss Economics e presentata oggi a Berna, essa conclude che gli effetti positivi dell'avvicinamento istituzionale con l'UE sono ampiamente sopravvalutati, mentre i costi sono nettamente sottovalutati
Ats
10.03.2026 11:28

Autonomiesuisse - un movimento creato da imprenditori e rappresentanti del mondo economico per una Svizzera indipendente e libera - mette in dubbio la necessità di adottare il nuovo pacchetto di accordi con l'Unione europea (UE). Ritenendo incomplete le informazioni fornite in merito dal Consiglio federale, ha commissionato una perizia sul tema e propone alcune alternative.  Realizzata dall'istituto zurighese Swiss Economics e presentata oggi a Berna, essa conclude che gli effetti positivi dell'avvicinamento istituzionale con l'UE sono ampiamente sopravvalutati, mentre i costi sono nettamente sottovalutati.

Eventuale bocciatura

L'argomento centrale portato avanti dall'Esecutivo a favore dell'adozione del pacchetto di intese si basa sui potenziali danni economici in caso di scomparsa degli accordi bilaterali I, si legge in una nota di Autonomiesuisse. L'associazione ritiene tuttavia «molto improbabile» un crollo degli accordi bilaterali I e II in caso di bocciatura del nuovo pacchetto. L'attivazione della cosiddetta clausola ghigliottina in caso di rifiuto avrebbe infatti gravi conseguenze per entrambe le parti, scrive Autonomiesuisse.

Estendere il «Cassis de Dijon»

A suo avviso, a livello bilaterale è possibile mantenere a medio termine lo status quo con l'UE in modo pragmatico, ad esempio estendendo ad altri settori l'accordo di libero scambio esistente dal 1972. A livello unilaterale, il principio «Cassis de Dijon» potrebbe essere sistematicamente sviluppato ed esteso ad altri settori oltre a quelli attualmente interessati, come quello finanziario, dei servizi, l'artigianato o l'industria farmaceutica. Introdotto nel 2010, consente di commercializzare in Svizzera prodotti conformi alle prescrizioni tecniche dell'UE senza ulteriori esami o prove.

Diritto europeo e perdita di autonomia

Il movimento si dice inoltre preoccupato dalla perdita di autonomia democratica degli svizzeri che comporterebbe, a suo dire, l'adozione dinamica del diritto europeo. Mentre finora la Svizzera lo ha applicato in modo autonomo, e gli adeguamenti hanno seguito il normale processo legislativo, in futuro Berna dovrebbe allinearsi automaticamente e senza modifiche in settori chiave, teme Autonomiesuisse. La Svizzera non avrà quindi più la possibilità di apportare adeguamenti, ma disporrà solo di un diritto di veto, peraltro fortemente limitato sul piano politico, poiché l'UE potrà in tal caso adottare misure compensative. Secondo il movimento, l'allineamento istituzionale all'UE porterebbe a un indebolimento della democrazia diretta.

Referendum

A suo avviso, la possibilità per l'UE di imporre misure compensative in caso di veto avrebbe un effetto deterrente strutturale che ostacolerebbe l'esercizio dei diritti democratici. Il referendum rimarrebbe formalmente in vigore, ma perderebbe di fatto il suo peso politico, e la partecipazione democratica non verrebbe formalmente soppressa, ma fortemente limitata. Peggio ancora, sempre secondo Autonomiesuisse, l'interpretazione del diritto europeo sarebbe soggetta a evoluzioni che consentono di estendere continuamente il campo di applicazione degli accordi. Ciò aumenterebbe il rischio di un nuovo trasferimento di competenze all'UE. Decidendo misure di accompagnamento nazionali, il Consiglio federale ha fatto concessioni a vari gruppi di interesse per rendere il pacchetto di accordi politicamente accettabile per la maggioranza, critica infine Autonomiesuisse. Ma dal punto di vista economico, queste disposizioni indeboliscono la flessibilità del mercato del lavoro svizzero, uno dei principali vantaggi del Paese.