Ticino

Bagno pubblico di Bellinzona: «La sicurezza degli allievi non diventi un pretesto sindacale»

Tre deputati interrogano il Governo sulla protesta dei docenti di educazione fisica e chiedono chiarezza su sicurezza, responsabilità e gestione della vicenda
Red. Online
09.09.2026 15:50

La sicurezza degli allievi e la gestione della vicenda legata all’accompagnamento delle scolaresche al Bagno pubblico di Bellinzona sono al centro di un’interrogazione presentata da Patrick Rusconi (PLR), sottoscritta da Daniele Piccaluga (Lega) e Alain Bühler (UDC), al Governo.

L’atto prende spunto dalla decisione di alcuni docenti di educazione fisica di alcune scuole cantonali di Bellinzona di non accompagnare temporaneamente le proprie classi al Bagno pubblico, in seguito all’introduzione da parte di Bellinzona Sport dell’obbligo di ingresso e uscita dalla cassa centrale, e quindi alla rinuncia dei cancelli laterali in uso sino ad allora. La decisione, ha spiegato l'Ente, è legata a motivi di sicurezza e alle responsabilità legali connesse alla presenza degli allievi. L'obbligo di accompagnare l'intera classe alla cassa anche in uscita è stato definito dall'Ente «indispensabile per verificare la corretta conclusione dell'attività e per prevenire spiacevoli contestazioni nella malaugurata evenienza di incidenti».

Secondo gli interroganti, non si tratterebbe di una procedura anomala: regolamenti analoghi sarebbero infatti in vigore anche presso le strutture balneari a Lugano e Locarno. «La sicurezza delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi è il bene più importante che vi sia: su questo punto non può esservi alcun compromesso né alcun margine di trattativa sindacale«, sostengono i firmatari. »Risulta pertanto tanto più grave e incomprensibile che a volerla tutelare siano solo Bellinzona Sport e la Città di Bellinzona, mentre proprio alcuni docenti di educazione fisica, ai quali la vigilanza degli allievi è affidata istituzionalmente, se ne dichiarano oggi indifferenti, se non addirittura contrari«. I deputati chiedono quindi al Consiglio di Stato di sostenere l’approccio prudenziale del dell'autoià comunale e di evitare che divergenze organizzative finiscano per penalizzare gli allievi.

Le domande al Governo

1. Il Consiglio di Stato non ritiene che la sicurezza delle ragazze e dei ragazzi che frequentano le scuole cantonali, siano essi in età di obbligo scolastico o meno, costituisca un bene da tutelare di primaria importanza?

2. Può il Consiglio di Stato spiegare in che misura sarebbe realmente compromesso lo svolgimento delle lezioni di educazione fisica e delle attività didattiche, ritenuto che già oggi è comunque previsto e necessario un momento di cambio classe affinché i ragazzi arrivino per tempo alla lezione successiva?

3. Il Consiglio di Stato ritiene di poter imporre procedure diverse rispetto a quelle definite dal Gestore della struttura, l'Ente autonomo Bellinzona Sport? In caso affermativo, sulla base di quali valutazioni tecniche o giuridiche, e con quali competenze?

4. Il Consiglio di Stato ritiene corretto che un problema organizzativo interno o una divergenza tra le parti possa sfociare in una forma di protesta con conseguenze dirette sugli allievi? Non ritiene che il compito prioritario del Dipartimento e delle direzioni scolastiche sia quello di prevenire e risolvere tali conflitti prima che essi arrivino a penalizzare studenti e attività scolastiche?

5. Come può giustificare o pretendere il Consiglio di Stato l'eventuale applicazione, a Bellinzona, di una procedura diversa rispetto a quelle in vigore da anni e con successo presso le strutture di Lugano e di Locarno?

6. Il Consiglio di Stato intende intervenire anche presso le altre strutture, tra cui il Comune di Lugano, per rivedere le rispettive procedure, oppure riconosce le competenze dei gestori, nell’ambito delle proprie responsabilità, nel definire le procedure più adeguate?

7. In questo caso, chi si assumerebbe la responsabilità per eventuali incidenti che dovessero occorrere in futuro oltre l’orario delle lezioni? Ne risponderebbe il Consiglio di Stato nel suo insieme, la direttrice del DECS, oppure un Capo Divisione?

8. Alla luce delle recenti difficoltà relative alle procedure di nomina e alla conduzione delle direzioni scolastiche, il Consiglio di Stato può escludere che l'attuale situazione non sia anche la conseguenza di un vuoto, di un'incertezza o di una debolezza nella catena decisionale e nella capacità di mediazione interna? Il caos che ha accompagnato la mancata nomina ha avuto, direttamente o indirettamente, conseguenze sul clima e sul funzionamento di alcuni ordini di scuola?

9. Il Consiglio di Stato non ritiene che le procedure di sicurezza, siano esse relative alla sicurezza antincendio o in acqua, debbano essere periodicamente riesaminate e aggiornate, anche quando per una determinata prassi «si è sempre fatto così»?

10. Il Consiglio di Stato ritiene corretto che una forma di protesta sia attuata senza che siano preventivamente esaurite tutte le possibilità di dialogo e mediazione interna? Il Consiglio di Stato ha autorizzato questa asserita forma di «protesta» a scapito degli allievi?

11. Quali misure concrete intende adottare il Consiglio di Stato, se del caso anche disciplinari, affinché la vicenda venga rapidamente ricomposta, evitando ulteriori contrapposizioni e garantendo, nel contempo, che gli allievi possano beneficiare regolarmente delle attività previste?

12. Il Consiglio di Stato non ritiene necessario finalmente rivedere il vetusto concetto di entrata al Bagno pubblico di Bellinzona, intervento presso l’Ufficio dei beni culturali affinché la tutela storica non si traduca in un’inutile rigidità che penalizza utenti, famiglie, persone con mobilità ridotta, scuole e gestore della struttura?