Banche svizzere, aumentano i casi di frodi nei pagamenti con carta e nell’online banking

Molto lavoro anche nel 2025 per l'ombudsman delle banche svizzere, che ha trattato un maggior numero di casi rispetto al passato. La causa principale dei problemi era rappresentata dalle frodi nei pagamenti con carta e nell’online banking.
L'anno scorso l'ufficio guidato da Andreas Barfuss ha trattato un totale di 2'575 dossier, un numero in progressione del 4% rispetto ai dodici mesi precedenti, è emerso in una conferenza stampa odierna. Il risolutore di controversie è intervenuto in 319 casi e in 174 ha ritenuto appropriata una correzione da parte dell'istituto finanziario: nel 98% di queste situazioni la banca ha accettato il parere dell'ombudsman, dando soddisfazione al cliente. «L'elevatissimo tasso di accettazione delle nostre proposte conferma la nostra competenza e attesta la disponibilità al compromesso degli istituti», commenta l'avvocato, citato in un comunicato.
Per quanto riguarda i casi di frode, il tema dominante è rimasto il phishing, l'approccio con cui i truffatori ottengono dati sensibili come password o numeri di carte di credito dei clienti bancari. Dal punto di vista giuridico, spesso non vi è alcun obbligo per gli istituti finanziari di risarcire i clienti in tali casi, ricorda l'esperto con laurea in economia conseguita a San Gallo. A suo avviso è però importante considerare ogni caso singolarmente. Quello che è certo: «Le frodi sono purtroppo in costante aumento».
Nel frattempo i clienti degli istituti hanno scoperto l'intelligenza artificiale (IA) e inoltrano sempre più spesso reclami che sono palesemente stati redatti con l'aiuto di tale strumento. «I testi sono sorprendentemente validi sotto il profilo linguistico, ma spesso deboli dal punto di vista argomentativo, specialmente quando le pretese vengono derivate dal diritto estero o da norme non applicabili». Secondo il mediatore l'impiego dell'IA genera quindi sovente aspettative eccessive nei clienti, accrescendo di conseguenza il potenziale di conflitto.
Anche l'ombudsman intende avvalersi in futuro della nuova tecnologia. Soluzioni basate sull'IA potrebbero rendere la procedura di mediazione più scalabile e, di conseguenza, più resiliente alle fluttuazioni dei volumi dei casi. «Grazie alla nostra organizzazione snella, ai processi trasparenti e al grande volume di dati già disponibili, disponiamo di un'ottima posizione di partenza per sfruttare il suo potenziale», conclude Barfuss.