Ticino

«Basta sfruttare gli stagisti»: il SISA lancia la petizione

Il Sindacato Indipendente degli studenti e degli Apprendisti chiede che si ancori l'indennità di stage post-laurea al salario minimo cantonale: almeno il 75% per chi ha un bachelor, almeno il 90% per chi ha un master
Shutterstock
Red. Online
28.09.2026 08:55

Il Sindacato Indipendente degli studenti e degli Apprendisti (SISA) lancia una petizione indirizzata al Gran consiglio e al Consiglio di Stato per «porre fine alla precarietà dei neolaureati ticinesi che, dopo il conseguimento di un bachelor o un master, vengono sfruttati tra le mura dell’amministrazione cantonale e non solo attraverso stage sottopagati». Il sindacato scrive che è «inaccettabile che i nostri giovani, dopo anni di studi e sacrifici per ottenere un Bachelor, vengano assunti come stagisti dall’Amministrazione cantonale percependo il salario misero di 1.800 franchi al mese per un impiego al 100%». Sulla stessa barca «si trovano anche coloro che hanno ottenuto un master, i quali vengono retribuiti 2.000 franchi al mese». Queste cifre, confrontate con il salario minimo cantonale di circa 3.400 franchi mensili, «corrispondono appena al 28-29% e al 55-57% di quanto lo Stato stesso considera la soglia sotto la quale un lavoro non è dignitoso».

La fuga di cervelli

«Non si tratta di un mero dettaglio amministrativo - sottolinea il sindacato - bensì di una precisa scelta politica che ha un caro prezzo. E il Ticino lo sta già pagando». Infatti, «chi possiede una formazione terziaria, nel nostro cantone guadagna in media il 36,6% in meno rispetto al resto della Svizzera». Ogni anno «circa 800 giovani lasciano ila nostra regione per andare a studiare oltralpe; tanti di questi, dopo aver terminato gli studi, scelgono di non tornare, poiché farlo significa accettare di lavorare a tempo pieno per una cifra che non copre nemmeno il costo dell’affitto». Il Canton Ticino «somiglia un po’ a un cane che si morde la coda: dopo aver formato il suo futuro, incapace di valorizzarne il capitale umano, se lo lascia scappare e si dispera per la fuga dei cervelli ma, nella realtà dei fatti, non propone nessuna politica per evitare tutto ciò».

La richiesta

Il SISA ha quindi deciso di avanzare una proposta concreta «volta a rendere il Cantone più attrattivo e ad arginare la fuga dei cervelli. Chiediamo una modifica normativa che ancori l'indennità di stage post-laurea al salario minimo cantonale: almeno il 75% per chi ha un bachelor, almeno il 90% per chi ha un master». Inoltre, si chiede che agli stage siano garantite le stesse tutele di base in materia di malattia, infortunio e ferie di cui gode qualsiasi altro lavoratore. Si vuole altresì «il rafforzamento dell’Ufficio dell'ispettorato del lavoro, affinché possa controllare e sanzionare senza sconti chi calpesta queste regole».