BCE lascia i tassi fermi al 2,25%

La BCE lascia, come da attese, i tassi fermi dopo il rialzo di un quarto di punto della riunione di giugno. Il tasso sui depositi resta al 2,25%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,40%, quello sui prestiti marginali al 2,65%. «L'incertezza resta elevata e l'impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno». È quanto indica la BCE nella nota di accompagnamento alla decisione di mantenere i tassi fermi. «Il Consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l'intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto».
Incertezza e prospettive
Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l'incertezza causata dal conflitto. Per definire l'orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati. Secondo la nota letta in conferenza stampa dalla presidente BCE Lagarde «i rischi per le prospettive dell'inflazione sono orientati al rialzo. Lo shock energetico potrebbe intensificarsi ulteriormente e i suoi effetti sugli altri prezzi e sui salari potrebbero essere più marcati di quanto attualmente previsto». «Più a lungo i prezzi dell'energia rimarranno elevati, maggiore sarà la probabilità che alimentino un aumento dell'inflazione più generalizzato attraverso effetti indiretti e di secondo impatto» ha rilevato.
Il nodo del Medio Oriente
«Per contro, l'inflazione potrebbe risultare inferiore alle attese se il conflitto in Medio Oriente trovasse una soluzione duratura oppure se gli effetti indiretti o di secondo impatto si rivelassero meno pronunciati del previsto. Anche mercati finanziari più volatili e caratterizzati da una maggiore avversione al rischio potrebbero frenare la domanda e, di conseguenza, contribuire a ridurre l'inflazione».