Beat Jans chiamato a rafforzare la lotta contro la tratta di esseri umani

Le vittime della tratta di esseri umani dovrebbero ricevere un sostegno adeguato in tutta la Svizzera. È quanto chiede la Plateforme Traite, che oggi ha presentato le sue raccomandazioni al consigliere federale Beat Jans in occasione di una visita presso il servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne (FIZ) a Zurigo.
Visita alla struttura protetta
Il responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia, nel corso del suo incontro annuale con i rappresentanti della piattaforma svizzera contro la tratta degli esseri umani, ha visitato una struttura protetta per le persone colpite e si è confrontato con le organizzazioni che fanno parte della Plateforme Traite. Inoltre, ha incontrato una donna del centro, secondo quanto indicato dalla stessa piattaforma in un comunicato odierno. Tale donna è stata vittima di tratta di esseri umani in Svizzera. Sfruttata a fini sessuali per diversi anni, è poi riuscita a fuggire da questa situazione, ritrovandosi però in strada dove è stata avvicinata dagli assistenti sociali del quartiere, indica la la nota. Insieme si sono recati dalla polizia che l'ha indirizzata al servizio FIZ.
Consulenza e assistenza
Grazie all'organizzazione specializzata, la donna ha trovato rifugio in una struttura protetta e ha ricevuto consulenza e assistenza come previsto dalla legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) e in conformità con la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. La donna ha deciso di sporgere denuncia contro gli autori dello sfruttamento e di partecipare attivamente a un procedimento penale.
Lo sfruttamento non conosce confini
Alcuni cantoni ritengono ancora oggi di essere al riparo dal fenomeno della tratta di esseri umani. Tuttavia quest'ultima e lo sfruttamento non conoscono confini e i casi segnalati alle autorità riflettono solo parzialmente la realtà, sottolinea la piattaforma.
Difficile identificare i casi
La mancanza di sensibilizzazione e di formazione nei punti di primo contatto, così come l'assenza di meccanismi di intervento, rendono difficile l'identificazione dei casi in alcuni cantoni, sottolinea la piattaforma. Laddove esistono organizzazioni specializzate, nonché accordi tra queste e le istituzioni interessate, la protezione delle vittime e il perseguimento penale funzionano, sebbene possano essere migliorati, viene sottolineato.
Servono risorse finanziarie
La Plateforme Traite chiede quindi al Consiglio federale e ai Cantoni di garantire che siano disponibili risorse finanziarie adeguate per la creazione di nuovi dispositivi e il potenziamento di quelli già esistenti. Tali azioni consentirebbero di armonizzare le pratiche cantonali e di offrire una risposta efficace e adeguata alle esigenze delle vittime, viene sottolineato nella nota.