Berlino, 27 anni fa la caduta del muro

Il 9 novembre 1989 il Governo tedesco-orientale decretò l'apertura delle frontiere con la repubblica federale
Ats
09.11.2016 15:16

BERLINO - Il 9 novembre 1989 cadeva il muro di Berlino, simbolo della Guerra Fredda e delle linee divisorie che avevano spezzato in due l'Europa. Il muro, che circondava Berlino Ovest, ha diviso in due la città tedesca per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il Governo tedesco-orientale decretò l'apertura delle frontiere con la repubblica federale.

Proteste contro il "muro" anti-migranti di Monaco

Sta facendo discutere una barriera anti-rumore costruita alla periferia sud-orientale di Monaco per limitare il fastidio di un centro d'accoglienza per profughi minorenni di prossima apertura. Pur concordata col Comune, la barriera imposta da un tribunale viene criticata perché sarebbe di fatto un ''muro'' anti-migranti, peraltro più alto di quello di Berlino.

La costruzione della barriera nel quartiere Neuperlach era stata decisa nel giugno scorso quale compromesso fra l'esigenza di avere un centro di accoglienza per 160 bambini e ragazzi profughi senza genitori e la quiete reclamata dagli abitanti. L'allestimento del centro di accoglienza era stato deciso già nel 2014 e i primi arrivi erano attesi per l'inizio di quest'anno ma sette ricorsi avevano causato un ritardo. Dopo il compromesso trovato a giugno in un incontro fra abitanti, circoscrizione e amministrazione comunale, la nuova scadenza è ora la fine del mese.

Il Comune sottolinea che la barriera, fatta di pietre ingabbiate in grossi blocchi, sorge solo su un lato dei prefabbricati dell'ostello senza circondarlo e i giovanissimi profughi saranno liberi di muoversi. La barriera è alta quattro metri e quindi di una quarantina di centimetri in più del muro di Berlino di cui proprio mercoledì ricorre il 27/o anniversario della caduta.

''Il Muro di Monaco è un segnale abietto'', scrive il quotidiano regionale di Magonza ''Allgemeine Zeitung'' sostenendo però che non bisogna saltare a conclusioni ''affrettate'' di ''razzismo'' da parte degli abitanti della zona. ''La responsabilità'' sarebbe delle ''autorità di pianificazione'' territoriale locali ''che non hanno tenuto conto sufficiente conto dell'insonorizzazione'' e di quelle politiche della città di Monaco che non hanno intuito ''il devastante effetto simbolico'' della struttura. Lo Stato ci avrebbe messo del suo non aiutando i Comuni ad evitare casi come questo creatosi nel quartiere di Neuperlach.

L'agenzia Dpa, nel segnalare la vicenda lunedì, aveva ammesso che la barriera contrasta con l'immagine di apertura e accoglienza di profughi che Monaco dimostrò l'anno scorso durante la crisi dei migranti bloccati nei Balcani e poi fatti entrare in Germania con un'apertura straordinaria e temporanea delle frontiere.

''Ritengo oltremodo infelice questa forma di delimitazione e isolamento'', ha dichiarato il capogruppo regionale bavarese del partito socialdemocratico (Spd), Markus Rinderspacher. Un vicepresidente circoscrizionale indipendente, Guido Bucholtz, ha definito quello del rumore un ''argomento debole'' mentre il ''segnale'' lanciato è che ''si isolano i profughi perché non li si vuole''.

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