Berlino, «è stato un attentato terroristico islamista»

Sono 29 le persone rimaste ferite nell'attentato di ieri sera al Pride di Berlino: lo ha annunciato il ministro dell'Interno tedesco, Alexander Dobrindt, in conferenza stampa, aggiornando le stime. Una persona, ricordiamo, ha perso la vita. Nessuno dei feriti ricoverati in ospedale, ha affermato un portavoce della polizia, si trova attualmente in pericolo di vita. Lo riporta l'agenzia dpa.
«Un attentato terroristico islamista»
Dobrindt ha affermato che il sospettato ha usato un van per investire la folla e poi ha usato un coltello o «un altro strumento contundente», per aggredire i passanti, causando gravi ferite. L'attacco è stato «un attentato terroristico islamista», ha sostenuto Dobrindt, che ha aggiunto che la madre del presunto attentatore ha ottenuto la cittadinanza tedesca nel 2002. La famiglia è originaria del Libano. Dobrindt ha affermato che i piani di sicurezza esistenti per i grandi eventi devono essere rivisti e che non si possono escludere altri attacchi in Germania.
«Non lasciamoci intimidire, siamo più forti»
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in seguito all'aggressione avvenuta a margine del Christopher Street Day (CSD) di Berlino, ha esortato a non lasciarsi intimidire da atti del genere. «Questi atti hanno un unico scopo: vogliono dividere la nostra società, vogliono privarci della cosa più importante che abbiamo, ovvero la nostra apertura e la nostra libertà», ha affermato il politico della Cdu a Berlino nel pomeriggio, poco prima di una funzione commemorativa. «Vorrei dire ai partecipanti al CSD qui a Berlino e in tutta la Germania: non lasciatevi intimidire, non lasciamoci intimidire». «Siamo più numerosi, siamo più forti», ha affermato Merz. «Difenderemo con tutte le nostre forze la libertà, l'apertura e la liberalità della nostra vita e della nostra società, e lo faremo insieme», ha aggiunto Merz.
«Voleva unirsi allo Stato Islamico»
Il sospetto attentatore del Pride di Berlino cercò di andare in Siria per unirsi allo Stato Islamico. È quanto risulta da informazioni ottenute da diversi media tedeschi, la Suddeutsche Zeitung, Der Spiegel, Bild, Ndr e Wdr, sul giovane di 21 anni a cui la polizia tedesca sta dando la caccia. Secondo quanto si legge sul sito della Sz, il giovane fu arrestato all'aeroporto di Berlino alla fine del 2025 mentre faceva ritorno in Germania dal Libano. Cittadino tedesco, era stato rimpatriato nel suo Paese. Secondo fonti investigative, era rimasto in detenzione preventiva fino allo scorso maggio perché sospettato di star preparando un attacco terroristico, dopo che le autorità di sicurezza l'avevano dichiarato radicalizzato e propenso a commettere atti violenti.
«Un caso complesso»
Spiegel e Bild riportano che era stato condannato per «preparazione di un atto di grave violenza che metteva in pericolo la sicurezza dello Stato». Dopo il rilascio, rivela Die Welt, il giovane doveva partecipare ad incontri di «deradicalizzazione» presso un centro specializzato. Ma secondo il giornale il centro non aveva ancora deciso se accettare il suo caso e dopo due sessioni era stata fissata una terza per la prossima settimana. Die Welt rivela ancora che gli specialisti del centro consideravano il suo caso complesso, dal momento che il giovane, nonostante apparisse amichevole e collaborativo, non sembrava sincero nell'impegno ad allontanarsi dalle ideologie estremiste.