Berlino, la Polizia: «Il principale sospettato è stato ucciso»

Il principale sospettato dell'attacco al Pride di Berlino è stato ucciso: lo riferisce la polizia tedesca dopo che la notizia era stato anticipata dalla Bild sul suo sito web. La senatrice agli Interni di Berlino, Iris Spranger (Spd), che in questo momento è riunita con i vertici delle forze dell'ordine, ha ringraziato la polizia. «Sono grata alle autorità di sicurezza per aver individuato così rapidamente l'attentatore. È un risultato straordinario», si legge sulla Bild. Stando alla polizia, il sospettato ha aggredito gli agenti di polizia con un'arma da taglio, prima di essere ucciso. Intorno alle 18.00 - si legge su X - il sospettato coinvolto nell'aggressione di ieri a Tiergarten è stato individuato presso un complesso di orti urbani a Spandau. L'uomo si sarebbe diretto di corsa verso gli agenti armato di un'arma da taglio, spingendo il reparto speciale della polizia di Berlino a fare uso delle armi da fuoco. Nonostante gli immediati tentativi di rianimazione da parte dei vigili del fuoco di Berlino, l'uomo è deceduto sul posto.
Ricordiamo che oggi il ministro dell'Interno tedesco, Alexander Dobrindt, in conferenza stampa ha affermato che il sospettato ha usato un van per investire la folla e poi ha usato un coltello o «un altro strumento contundente», per aggredire i passanti, causando gravi ferite. L'attacco è stato «un attentato terroristico islamista», ha sostenuto Dobrindt, che ha aggiunto che la madre del presunto attentatore ha ottenuto la cittadinanza tedesca nel 2002. La famiglia è originaria del Libano. Dobrindt ha affermato che i piani di sicurezza esistenti per i grandi eventi devono essere rivisti e che non si possono escludere altri attacchi in Germania.
Dal canto suo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha esortato a non lasciarsi intimidire da atti del genere. «Questi atti hanno un unico scopo: vogliono dividere la nostra società, vogliono privarci della cosa più importante che abbiamo, ovvero la nostra apertura e la nostra libertà», ha affermato il politico della Cdu a Berlino oggi nel pomeriggio, poco prima di una funzione commemorativa. «Vorrei dire ai partecipanti al CSD qui a Berlino e in tutta la Germania: non lasciatevi intimidire, non lasciamoci intimidire». «Siamo più numerosi, siamo più forti», ha affermato Merz. «Difenderemo con tutte le nostre forze la libertà, l'apertura e la liberalità della nostra vita e della nostra società, e lo faremo insieme», ha aggiunto Merz.
Il 21enne sospettato di essere l'autore dell'attentato sarebbe noto alle autorità e legato ad «ambienti islamisti». Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa tedesca DPA, il sospettato ha parenti nella capitale tedesca ed era stato rilasciato dal riformatorio nel maggio 2026. Il giovane in passato cercò di andare in Siria per unirsi allo Stato Islamico. È quanto risulta da informazioni ottenute da diversi media tedeschi, la Suddeutsche Zeitung, Der Spiegel, Bild, Ndr e Wdr. Secondo quanto si legge sul sito della Sz, il giovane fu arrestato all'aeroporto di Berlino alla fine del 2025 mentre faceva ritorno in Germania dal Libano. Cittadino tedesco, era stato rimpatriato nel suo Paese. Secondo fonti investigative, era rimasto in detenzione preventiva fino allo scorso maggio perché sospettato di star preparando un attacco terroristico, dopo che le autorità di sicurezza l'avevano dichiarato radicalizzato e propenso a commettere atti violenti.
Ma cosa è successo ieri sera? Intorno alle 22.00 un minivan bianco è entrato nel parco cittadino di Tiergarten e ha investito la folla, causando la morte di una persona e il ferimento di altre 29, tutte fuori pericolo di morte. Immediata la decisione degli organizzatori del Christopher Street Day (CSD), una delle più grandi sfilate LGBTQ+ in Europa, che hanno annullato l'evento, chiedendo ai partecipanti di «tornare a casa» e di farlo «con calma e ordine».
Il sindaco di Berlino Kai Wegner ha parlato di un «attacco alla nostra società libera e aperta al mondo. Berlino è la città della libertà - e la nostra libertà è stata attaccata nel modo più terribile».
