Lugano

Bici nel cunicolo del tram-treno: «Davvero non è una buona soluzione?»

Alcuni consiglieri comunali chiedono al Municipio di riesaminare la proposta dell’ATA per trasformare il cunicolo di sicurezza della futura rete tram-treno in una pista ciclabile tra il centro di Lugano e il Vedeggio
L'esempio del Tunnel de la Croix-Rousse a Lyon per biciclette, pedoni e autobus
Red. Online
27.05.2026 15:03

La proposta dell’Associazione traffico e ambiente (ATA) di trasformare il cunicolo di sicurezza della futura Rete Tram-Treno del Luganese (RTTL) in un collegamento ciclabile tra il centro di Lugano e il Piano del Vedeggio approda in Municipio. Un gruppo trasversale di consiglieri comunali, primo firmatario Danilo Baratti (Verdi) ha infatti inoltrato un’interrogazione chiedendo di riesaminare con maggiore attenzione l’idea, bocciata nelle scorse settimane dal Dipartimento del territorio. 

La proposta dell’ATA

Secondo quanto illustrato dall’ATA, il progetto consentirebbe di realizzare una pista ciclabile a doppia corsia sfruttando il cunicolo di sicurezza previsto per la RTTL. L’idea prevede il prolungamento del cunicolo di circa 760 metri verso Lugano, l’aumento del diametro dello scavo da 4 a circa 5 metri e la realizzazione di un parcheggio sotterraneo con 200-300 posti per biciclette e monopattini sotto la stazione FFS/FLP. Secondo i promotori, l’opera permetterebbe di creare un collegamento rapido tra il centro cittadino e il Vedeggio, facilitando l’accesso in bicicletta alla stazione ferroviaria e incentivando così la mobilità lenta e il trasporto pubblico. Nel testo dell’interrogazione si sottolinea inoltre come il progetto rappresenterebbe «un vero catalizzatore per la mobilità lenta» e un «cambio di paradigma» per la mobilità luganese.

La bocciatura del Dipartimento del territorio

Lo scorso 28 aprile il Dipartimento del territorio si è però espresso negativamente sulla proposta, definendola di fatto «impraticabile» a causa di diversi problemi tecnici e procedurali. Tra le criticità evidenziate figurano la fattibilità tecnica del prolungamento del cunicolo, i costi supplementari (di 40-50 milioni), possibili problemi di credibilità nei confronti della Confederazione visto che il progetto è già stato approvato e le eventuali indennità di esproprio lato città.

La posizione degli interroganti

Secondo gli interroganti, tuttavia, alcune obiezioni non si baserebbero su ostacoli reali ma su elementi non ancora approfonditi. Nel testo viene ad esempio osservato che non sarebbe stato dimostrato che i ciclisti non siano disposti a percorrere un tunnel di 2,6 chilometri. Inoltre, viene ricordato che l’acquisizione di diversi stabili EFG nel comparto Sant’Anna da parte di AIL e Pro Next SA potrebbe facilitare la soluzione sul lato cittadino. Da qui le domande all'esecutivo cittadino.

Le domande al Municipio

1. Il Municipio è stato contattato dal Dipartimento del territorio prima della risposta del 28 aprile?

2. Si è quindi già espresso in merito?

3. Come valuta, in termini generali, l’idea proposta?

4. Se questa fosse ritenuta un’ipotesi interessante, intende sollecitare il DT a riesaminare più attentamente il progetto?

5. Non pensa che l’acquisizione di cinque stabili EFG da parte di AIL e Pro Next SA possa facilitare la soluzione sul lato città?