Svizzera-UE

Bilaterali III, no a tutele dal licenziamento per i sindacalisti

È quanto pensa - 8 voti a 4 e una astensione - la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S), secondo cui tale tale misura - provvedimento 14 - non è direttamente connessa al pacchetto Svizzera-UE
Ats
11.08.2026 17:09

La tutela dal licenziamento per i rappresentanti del personale e sindacali attivi nelle aziende va stralciata dalle misure a protezione dei salari contenuti nei Bilaterali III. È quanto stabilito dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) per 8 voti a 4. La CET-S giustifica tale decisione contraria alla misura 14 col fatto che non sarebbe direttamente connessa al pacchetto Svizzera-UE e pertanto non dovrebbe fare parte delle misure per la protezione dei salari. Una minoranza della commissione, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, ha fatto notare che senza questo adeguamento la Svizzera potrebbe finire nella lista nera dell'Organizzazione internazionale del lavoro.

Richiesta aspramente criticata dalla destra

La misura 14 mira a garantire una migliore tutela del partenariato sociale a livello aziendale. La richiesta, avanzata dai sindacati, era stata aspramente criticata dalla destra. In particolare, riguarda i rappresentanti eletti dei lavoratori, i membri di un organo paritetico di gestione di un istituto di previdenza e i membri dei comitati nazionali di settore dotati di un contratto collettivo di lavoro esteso. Quando un datore di lavoro intende licenziare una di queste persone, deve avviare con quest'ultima una procedura di preavviso, allo scopo di trovare una soluzione ed evitare il licenziamento.

Una «soluzione minima» da non mettere in discussione

La misura 14 ha suscitato parecchie discussioni fra i partner sociali. L'Unione sindacale svizzera (USS) aveva definito in febbraio la protezione dal licenziamento per i rappresentanti del personale una «soluzione minima» che, in quanto «parte indispensabile» del pacchetto di provvedimenti, non dovrebbe essere messa in discussione. I rappresentanti dei lavoratori assumono molte responsabilità a livello aziendale, ma oggi sono scarsamente protetti contro il licenziamento, aveva sottolineato l'USS.

Swissmem contraria

Dal canto suo, Swissmem - l'associazione del comparto metalmeccanico ed elettrotecnico elvetico - si era detta contraria a questa misura. La protezione dal licenziamento per i rappresentanti del personale non ha alcun legame con i nuovi accordi tra Confederazione e UE e danneggia la flessibilità del mercato del lavoro, scriveva l'associazione sulla rete sociale X.

Scetticismo anche dall'Unione svizzera degli imprenditori

Anche l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) si era detta scettica su questo punto. Per il momento, ne prende atto e lo valuterà nel pacchetto complessivo non appena sarà disponibile il messaggio del Consiglio federale, aveva precisato una portavoce dell'USI a Keystone-ATS.

Le restanti tredici misure di protezione salariale decise dal Consiglio federale sembrano meno controverse. Swissmem intende sostenerle, a condizione che vengano attuate integralmente. Anche l'Unione svizzera degli imprenditori, al pari dell'Unione sindacale svizzera e di Travail.Suisse, sostiene i tredici provvedimenti, che si basano su un compromesso tra le parti sociali.