Boeing teme la riaperture dei mercati azionari

Non hanno ancora ripreso i valori pre pandemia ma le azioni della Boeing, nel 2023, hanno recuperato parecchio terreno con un rialzo del 18% anno su anno. Un rally che ora dovrà fare i conti con le conseguenze dell'incidente all'Alaska Airlines e la messa a terra dei 737 Max.
Il velivolo è infatti la maggior fonte di ricavi per il gruppo e proprio le notizie di ordini da parte di diverse compagne aeree (come quello da 300 apparecchi da parte di Ryanair) e la riapertura del mercato cinese avevano spinto i titoli nel mese di dicembre.
Nel terzo trimestre 2023, ultimi dati disponibili, il gruppo ha messo a segno ricavi per 18,1 miliardi contro i 15 dello stesso periodo del 2022 e un rosso ridotto da 3 a 1,6 miliardi.
Le consegne del 737, segnalava il gruppo, dopo i ritardi dovuti alle modifiche sulla sicurezza, dovevano raggiungere quota 375-400 nel 2023 e la produzione accelerare dai 38 velivoli al mese a 50-60 nel periodo 2025-2026. Target che ora, forse, dovranno essere rivisti in base alle decisioni delle autorità e alle risultanze delle indagini sull'incidente.
Boeing teme la riapertura di Wall Street
L'incidente dell'Alaska airlines e la messa a terra dei 737 Max in diversi, fanno tremare gli azionisti di Boeing che attendono la riapertura dei mercati azionari domani, e una possibile decisione delle autorità cinesi analoga a quella delle autorità federali degli Stati Uniti.
Un annuncio che rappresenterebbe una ulteriore mazzata per i conti del gruppo. Solo qualche giorno fa infatti la numero uno di Boeing China aveva annunciato la ripresa dei voli di tutti i 737 da parte delle compagnie locali dopo il lungo stop imposto a seguito dei due incidenti nel 2019 e rimosso solo a inizio 2023.
Le voci di mercato indicavano anche una prossima ripresa degli ordini nel mercato cinese, oramai il maggiore al mondo, affiancando quelli del 787 e del 777 realizzati da Boeing negli ultimi mesi.