Guerra in Ucraina

Bombe sull'edificio scolastico, Zelensky: «Uno degli attacchi più letali di questa guerra»

Almeno 33 persone sono rimaste uccise in un bombardamento mentre cercavano protezione in un rifugio, dopo essersi radunate «per ricevere aiuti umanitari» – L'attacco ha seguito le modalità dei «due tempi» per riuscire a colpire anche i soccorritori giunti sul posto
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Red. Online
05.11.2026 22:23

«È stato uno degli attacchi più letali di questa guerra». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha descritto così il bombardamento fatto dalle forze militari russe al centro per gli aiuti umanitari della città di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, uno dei centri abitati che si trova a dover affrontare «in prima linea» la guerra. Ad essere preso di mira - come riferisce la CNN - un rifugio realizzato all'interno di un edificio scolastico che era stato, appunto, adibito a centro per gli aiuti umanitari. L'attacco è costato la vita a decine di persone: 33 le vittime finora accertate mentre altre 50 persone risultano disperse.

Almeno nove bombe

Ma facciamo un passo indietro per caprie quanto successo. Nell'attacco condotto dalle forze armate russe, avvenuto lunedì, «sono state sganciate almeno nove bombe» contro un edificio scolastico della città di Komyshuvakha nel quale si trovavano diverse persone in cerca di rifugio. Una circostanza che ha trovato conferma anche nelle parole del governatore della regione Mykhailo Semikin, il quale ha spiegato che l'edificio veniva adibito a rifugio e centro di distribuzione di aiuti umanitari. Le persone che in quel momento si erano rifugiate all'interno, ha spiegato ancora Semikin citato dall'emittente americana, si erano recate nel seminterrato del centro scolastico, un piano «rinforzato» e «di recente costruzione, finanziato dall'UE e progettato per resistere alla maggior parte degli attacchi» e riuscire anche a garantire lo svolgimento delle lezioni anche in tempo di guerra, salvo poi essere riconvertito dalle autorità locali in centro di gestione amministrativa e umanitaria. Le misure «di rinforzo» messe in campo per il rifugio, però non sono servite ad arginare la violenza «devastante» delle bombe, che hanno causato il crollo della struttura in cemento oltre allo scoppio di un incendio.

Attacco in due tempi

Sull'attacco si è espressa anche la Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina, la quale ha sottolineato le modalità del bombardamento: «È avvenuto proprio mentre i civili della zona si radunavano per ricevere aiuti umanitari». La responsabile della missione ha anche precisato che i tempi e il luogo della distribuzione degli aiuti umanitari sono stati ampiamente resi pubblici. «O le forze armate russe sapevano che era in corso una distribuzione di aiuti umanitari, oppure non hanno preso le misure più elementari per scoprire cosa stesse succedendo in quel villaggio che intendevano attaccare. In entrambi i casi, questo attacco sembra aver violato i principi più fondamentali del diritto internazionale umanitario». Inoltre, l'attacco a Komyshuvakha, secondo la CNN, ha seguito un modus operandi ben noto, secondo il quale le forze russe lanciano una prima ondata di attacchi, poi si fermano per attendere l'arrivo dei servizi di emergenza e infine colpiscono di nuovo quando anche i soccorritori sono sul posto. «Bisogna aiutare l'Ucraina a difendere i propri cieli, altrimenti la Russia non smetterà mai di lanciare missili. È fondamentale contribuire a costruire la pace in modo onesto e affidabile, e l'America può farlo», ha commentato a tal proposito Zelensky. Questi ultimi attacchi dalla Russia, inoltre, sono arrivati «nel bel mezzo di una rinnovata spinta al dialogo» da parte dell'amministrazione Trump.

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