Bosco Gurin guarda avanti e strizza l’occhio ai Comuni

Ampliamento dell’offerta con la nuova zipline e produzione di energia rispettosa dell’ambiente sono ormai in dirittura d’arrivo. Ora si punta a sfruttare appieno la capacità dell’impianto di innevamento con la creazione di un laghetto in quota e, soprattutto, a rafforzare il partenariato pubblico-privato con l’ingresso dei Comuni valmaggesi nella Lovana SA, società che gestisce gli impianti. Le premesse per garantire un futuro alla stazione turistica di Bosco Gurin sono date. È confermata pure la volontà di garantire l’apertura degli impianti per la prossima stagione sciistica, ormai alle porte, neve e condizioni permettendo.
Favorire il dialogo
Per concretizzare la nuova configurazione societaria, da inizio anno è operativo il Gruppo di lavoro Bosco Gurin, «nato dalla volontà di consolidare e garantire una continuità alla destinazione, nella convinzione che sia questo il momento di unire le forze e compiere passi concreti per il suo futuro», si legge in un comunicato del gruppo stesso. L’obiettivo, prosegue la nota, è «favorire il dialogo e la collaborazione, definire strategie condivise e accompagnare un percorso di sviluppo che possa progressivamente portare verso una più strutturata partnership pubblico-privato».
La formazione in questione è composta da Renzo Ambrosetti, rappresentante del Municipio di Bosco Gurin; Andrea Sartori, per i Comuni della Vallemaggia; Veronica Marcacci Rossi, per il Convivio Intercomunale dei sindaci del Locarnese; Patrik Arnold, per l’Organizzazione Turistica Lago Maggiore e Valli; Giovanni Frapolli, amministratore di Lovana SA, proprietaria degli impianti; Alain Scherrer, villeggiante a Bosco Gurin; e Simone Stoira, quale coordinatore. La squadra può ovviamente contare pure sul sostegno dell’Antenna Vallemaggia, attraverso il responsabile operativo Timo Cadlolo.
«La stagione invernale rimane fondamentale per il futuro della destinazione. I cambiamenti climatici e la maggiore incertezza dell’innevamento, soprattutto nella prima parte dell’inverno, rendono però necessario continuare a investire nella produzione di neve programmata», evidenzia ancora il documento.
L’innevamento programmato
Il testo ripercorre poi gli interventi sul fronte dell’innevamento programmato: «Una prima fase ha riguardato il potenziamento dell’impianto di innevamento esistente e la sua parziale automatizzazione, mentre la seconda prevede la realizzazione del laghetto in quota e il completamento dell’automatizzazione dell’impianto». A questi, si aggiunge dunque il nuovo parco fotovoltaico di Rossboda, in fase di completamento, con una superficie di 3.800 metri quadrati. «L’impianto permetterà, già dal prossimo inverno, di produrre energia destinata in particolare all’autoconsumo degli impianti e all’innevamento programmato, contribuendo ad abbattere i costi energetici, che incidono in maniera importante sulla gestione corrente».
«Un percorso impegnativo»
Come detto, il tassello ancora mancante di questa strategia è proprio il laghetto in quota, destinato a garantire la necessaria riserva d’acqua per sfruttare appieno la capacità dell’impianto di innevamento. Il laghetto potrà inoltre contribuire alla lotta contro gli incendi e rappresentare un’ulteriore attrattiva per la destinazione, inserendosi così anche nella strategia di destagionalizzazione: «La sua realizzazione rappresenta un’assoluta priorità per dare un futuro all’attività invernale di Bosco Gurin e garantire le condizioni necessarie per l’avvio della stagione nel periodo natalizio, determinante per la sua sostenibilità economica e sempre più condizionato dall’incertezza della neve naturale».
Infine, a proposito dei prospettati rapporti tra pubblico e privato, la neonata formazione sta raccogliendo la documentazione economico-finanziaria: «Un percorso impegnativo, che richiede approfondimenti, dialogo ed equilibri condivisi, ma che può contribuire a garantire nel lungo periodo stabilità e una chiara assunzione di responsabilità da parte degli attori coinvolti nello sviluppo della destinazione».
E, ancora: «Il sostegno degli enti pubblici è già oggi importante. Accanto al contributo cantonale per la manutenzione degli impianti, i Comuni della Vallemaggia assicurano un sostegno finanziario annuo. È stato inoltre avviato un confronto con i Comuni del Locarnese per valutare un loro possibile coinvolgimento, già nel breve termine, attraverso un analogo contributo finanziario annuo, riscontrando disponibilità e una positiva apertura verso questa prospettiva».
«In una prospettiva di più lungo periodo - conclude il comunicato -, dopo il necessario assestamento della destinazione nel breve termine e la concretizzazione dell’auspicato assetto pubblico-privato, potranno essere approfonditi ulteriori progetti strategici, come il collegamento su rotaia con la Valle Formazza, inserito tra i progetti strategici del Masterplan Vallemaggia e attualmente in fase di pianificazione. Una prospettiva che permetterebbe di valorizzare ulteriormente le sinergie e le opportunità offerte dall’arco alpino. Il Gruppo di lavoro intende quindi continuare a operare favorendo il dialogo, la collaborazione e una visione condivisa tra i diversi attori coinvolti, mettendo al centro l’interesse di Bosco Gurin e dell’intera regione. Un impegno comune, fondato sulla fiducia reciproca e sulla volontà di guardare avanti, sarà determinante per trasformare le opportunità della destinazione in risultati concreti e duraturi».
