Brics: in arrivo almeno 44 capi di Stato e di governo

(Aggiornato) Sono 44, almeno secondo una lista circolata nella città sudafricana, i capi di Stato e di governo attesi all'aeroporto di Johannesburg per il vertice dei Brics. Come previsto nell'elenco non c'è il nome del presidente russo Vladimir Putin, che interverrà «virtual» (da remoto) fra l'altro già domani pomeriggio come risulta da una brochure elettronica col programma della conferenza. Fisicamente, per la Russia è atteso domattina presto a Johannesburg il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov.
La lista dal titolo «Capi di Stato partecipanti», aggiornata al giorno «-2», include come previsto i leader di Cina (Xi Jinping, in arrivo stasera), India (Narendra Modi) e Brasile (Luiz Inácio Lula da Silva, primo dell'elenco e già arrivato stamattina). Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ovviamente è già sul posto.
Nel panorama del Sud Globale che emerge dall'elenco spiccano i tre più popolosi Paesi africani (Nigeria, con il presidente Bola Tinubu; Etiopia, con il premier Abiy Ahmed Ali; ed Egitto, col premier Mostafa Madbouly), l'ancora più popolosa Indonesia (con il presidente Joko Widodo), l'Iran (col presidente Ebrahim Raisi) e la Repubblica democratica del Congo (col premier Jean-Michael Sama Lukonde). Gli Emirati Arabi Uniti, potenza regionale del Golfo, sono rappresentati al massimo livello, ossia dallo sceicco-presidente Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Mentre il Mozambico partecipa col presidente Filipe Nyusi.
L'elenco, di 46 nomi, include anche quelli del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, e di Dilma Rousseff in veste di presidente della New Development Bank (Ndb, l'istituto di credito creato dal club nel 2014).
Putin parteciperà in videoconferenza
Il presidente russo Vladimir Putin parteciperà in videoconferenza al vertice dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) in programma da domani al 24 agosto a Johannesburg. Lo ha fatto sapere il Cremlino. I lavori saranno invece seguiti in presenza dal ministro degli Esteri Serghei Lavrov.
Putin, sottolinea il Cremlino, informerà gli altri leader «sulle priorità della presidenza russa dei Brics, che comincerà nel 2024».
Lula propone una moneta unica contro il dollaro
Alla vigilia del summit dei Brics a Johannesburg, Luiz Inacio Lula da Silva mette in chiaro - se ancora non lo fosse - che il passo è cambiato, e che l'incontro sarà tutt'altro che di routine: il presidente brasiliano ha annunciato infatti a poche ore dall'inizio del vertice che proporrà ai suoi omologhi di Russia, India, Cina e Sudafrica l'adozione di una moneta unica comune per «consentire maggiori scambi senza dipendere dalla valuta di un Paese terzo», si sottintende il dollaro americano.
Il messaggio è inequivocabile: i Brics - che valgono un quarto della ricchezza del mondo e contano il 42% della sua popolazione - non vogliono più essere considerati il blocco di serie B, ma una piattaforma dalla quale veicolare un'alternativa alla via occidentale. Va in questa direzione la prima volta in persona al vertice di Xi Jinping: il leader cinese è volato in Sudafrica per quella che è la sua seconda missione all'estero dopo la visita al «caro amico» Vladimir Putin a marzo, con l'obiettivo di rafforzare l'influenza di Pechino tra le nazioni in via di sviluppo ed emergenti, nel mezzo delle relazioni sempre più deteriorate con gli USA e delle tensioni economiche domestiche, prima tra tutte la crisi del settore immobiliare.
Il viaggio di Xi in Sudafrica è anche una risposta al presidente USA Joe Biden che venerdì ha ricevuto a Camp David i leader di Giappone e Corea del Sud in un formato storico - una «mini NATO», ha accusato Pechino - per cementare la cooperazione militare contro le provocazioni nordcoreane e l'assertività della Cina, responsabile di «comportamento pericoloso e aggressivo» nel mar Cinese meridionale.
Essere a Johannesburg per il leader cinese rappresenta un'altra opportunità per portare avanti la sua visione di un ordine mondiale alternativo agli assetti occidentali a guida USA, resa sempre più esplicita dalla polarizzazione alimentata dalle tensioni geopolitiche per la guerra in Ucraina.
La strategia è confermata anche da fonti di Pechino al Financial Times, secondo cui l'intenzione del Dragone è di fare pressione sugli altri Brics per diventare un blocco rivale del G7. Stando alle fonti, se i Brics crescono e raggiungono una quota di Pil mondiale simile a quella del Gruppo dei Sette, allora la loro voce sarà ascoltata di più. Ma l'idea non convince tutti: diversi Paesi infatti ritengono che il blocco dovrebbe essere un club non allineato, per servire gli interessi economici dei Paesi in via di sviluppo.
Nel frattempo, l'anfitrione del vertice Cyril Ramaphosa ha sottolineato che Pretoria «non si lascerà trascinare in una competizione tra potenze mondiali» nel contesto della guerra in Ucraina, e che il Sudafrica «ha intrapreso una politica di non allineamento». Il Paese si è finora rifiutato di condannare Mosca per l'invasione russa, affermando di favorire la via del dialogo e attirandosi le critiche della scena internazionale.
Con la partecipazione di Vladimir Putin limitata alla videoconferenza per via del mandato di arresto internazionale che pende su di lui per crimini di guerra in Ucraina (in presenza ci sarà Lavrov), è chiaro che Xi sarà il centro del vertice che dovrà decidere sull'allargamento del gruppo: secondo Pechino, ci sono oltre 20 candidature, e anche Lula ha insistito su questo tema a lui caro, evidenziando come «la cooperazione tra i Paesi del sud del globo è essenziale per affrontare le disuguaglianze, la crisi climatica e per un mondo più equilibrato ed equo» e mostrandosi favorevole all'ingresso di Arabia Saudita e Argentina, ma anche dell'Iran.
Intanto, a più stretto giro, c'è chi soppesa già le conseguenze di una possibile adozione di una moneta unica Brics: secondo Robert Kiyosaki, noto imprenditore e scrittore statunitense - un paio di libri stesi a quattro mani con Donald Trump - con una valuta comune del blocco «il dollaro USA sarà fritto».