Gran Bretagna

Burnham: «Restituire stabilità al Paese»

Il 56enne è apparso leggermente emozionato al momento del suo ingresso a palazzo per l'incarico, ma ha assicurato di avere un piano di lungo periodo per migliorare la nazione nei prossimi 10 anni
Red. Online
20.07.2026 12:56

«La Gran Bretagna deve mostrare al mondo che può ritrovare la sua stabilità: è questa la sfida che abbiamo davanti». Lo ha detto Andy Burnham, 56enne nuovo primo laburista britannico nel suo discorso davanti a Downing Street dinanzi a una folla di familiari, alleati, funzionari ed esponenti di partito festanti. «Dobbiamo fare meglio di quanto è stato fatto negli ultimi anni e lo faremo», ha aggiunto, assicurando di avere «un piano» di lungo periodo per migliorare il Paese nei prossimi 10 anni, ribadendo di voler rendere «più sostenibili» le condizioni di chi sta peggio. Burnham ha evocato un nuovo «modello economico» per il Paese, soffermandosi soprattutto sulla necessità di una svolta in politica interna e di decentramento, dopo decenni di ricette neoliberali in cui - è tornato a deplorare - «la politica è stata centralizzata e l'economia privatizzata» a dismisura. Ha quindi parlato di «speranza», di «unità», di «positività» e di «una comune determinazione» a cambiare. Ha anche evocato la necessità di rispettare i paletti di bilancio, «le regole fiscali» di riportare sotto controllo i costi del welfare in modo «equo e sostenibile», di investire «nel successo» di coloro che sono rimasti indietro «invece che di pagare per il loro abbandono»; ma pure di investire «nella difesa», di restituire un «maggior controllo pubblico sui servizi» essenziali, di mettere fine alla «piaga dei senza tetto». Quanto alla stabilità, si è detto «acutamente consapevole» del fatto di essere «il settimo primo ministro» dal 2016.

Il piano

«Io - ha poi promesso - presenterò un piano in 10 anni» per il cambiamento del Paese, ma anche misure «tangibili» immediate, «a partire da domani», per «dare ossigeno» e sostenere chi non ce la fa con «il costo della vita». Sullo sfondo della sua già annunciata intenzione di creare una succursale di Number 10, denominata Downing Street Nord, per rilanciare il decentramento e la devolution, ha infine fatto cenno a un qualche recupero del progetto - cancellato sotto il governo Starmer per ragioni di costi - per l'alta velocità ferroviaria estesa ai treni sulla tratta Birmingham-Manchester.

Le emozioni

Il 56enne Burnham, un veterano della politica britannica, già ministro sotto la premiership di Gordon Brown quasi 20 anni fa, è apparso leggermente emozionato al momento del suo ingresso a palazzo per l'incarico, accompagnato dalla first lady entrante, Marie-France van Heel, moglie d'origine olandese e sua compagna di vita sin dai comuni studi universitari giovanili a Cambridge. Ma c'è una nota di malinconia nella famiglia di Burnham. A rimarcarla è lo stesso ex sindaco di Manchester in un un'intervista pubblicata oggi dal Times, rivelando che suo padre Roy, 86 anni, già tecnico dei telefoni e vecchio militante del Labour, è in una casa di cura nel nord dell'Inghilterra, colpito dal morbo di Alzheimer in stadio avanzato e non è quindi consapevole dell'avvento del figlio a Downing Street. Burnham, che ha perso sua madre (ex centralinista e anche lei attivista laburista per tutta la vita) alcuni anni fa, ha raccontato al giornale di aver visitato domenica l'anziano genitore con i suoi figli. «È triste che non sappia nulla, perché ne sarebbe fiero», ha sottolineato il premier entrante. «Lo lo vedo come un risultato che è anche suo - ha aggiunto -, un risultato di tutta la famiglia, anche se lui non lo sa».

Il congedo di Starmer

«Il mio lavoro è stato fatto, lascio un Paese più forte e più equo di due anni fa». Ha dichiarato dal canto suo Keir Starmer nel suo discorso di saluto alla nazione, subito prima di lasciare definitivamente Downing Street per recarsi da re Carlo III a formalizzare le sue dimissioni da premier e passare le consegne al compagno di partito Andy Burnham, proclamato leader del Labour al suo posto la settimana scorsa. Starmer ha assicurato il suo «pieno sostegno a Burnham». «Me ne vado con buona grazia, con il sorriso sul volto e orgoglioso di quanto abbiamo fatto», ha aggiunto.

Le sue rivendicazioni

Starmer si è mostrato sorridente, al di là di qualche accento di commozione a tratti nella voce, uscendo dal portoncino al numero 10 mano nella mano con la moglie Victoria. Ha parlato in una mattinata di sole davanti a una piccola folla di familiari, fedelissimi e giornalisti che lo ha applaudito insistentemente. Ha quindi rivendicato ancora una volta di aver risollevato il suo partito in sei anni da leader, dopo una sconfitta «disastrosa» alle elezioni del 2019. E ha nuovamente difeso il suo record di due anni di governo, evocando, la reputazione «internazionale» che afferma di aver restituito al Regno Unito. Non è mancato un riferimento al sostegno all'Ucraina in guerra con la Russia e alla certezza che «la nostra grande nazione» continuerà a stare al fianco di Kiev.

Un'economia in crescita

Sul fronte interno, ha parlato di un'economia tornata «a crescere», invocando l'unità come fattore decisivo per completare il rilancio del Paese e garantire più giustizia sociale e più opportunità a tutti. «Auguro ogni successo ad Andy Burnham, egli avrà il mio pieno sostegno», ha infine rimarcato, ringraziando sua moglie, la sua famiglia, il suo team e tutto il Partito laburista. «La politica sarà sempre uno sport di squadra, ringrazio il popolo britannico per l'opportunità che mi ha dato di servirlo», ha concluso, definendo questa opportunità «il più grande onore della mia vita».

Gli avvicendamenti

L'uscita di scena di Starmer porta intanto a nove il totale dei primi ministri del Regno in vita, il più anziano dei quali è John Major, successore della defunta Margaret Thatcher. Per re Carlo III si tratta del quarto insediamento di un primo ministro in appena quattro anni di regno. Il monarca, nella sua veste di capo dello Stato, ha ereditato come prima capo del governo del proprio regno, alla morte di sua madre Elisabetta II nel settembre 2022, la conservatrice Liz Truss, la più effimera della storia moderna dell'isola, costretta a dimettersi dopo meno di 50 giorni per i disastrosi contraccolpi di una manovra finanziaria d'esordio fatta di tagli di tasse in deficit. Ha poi insediato Rishi Sunak nello stesso 2022, quindi Starmer, dopo la sconfitta Tory alle elezioni del 2024, e ora Burnham, dopo il cambio di cavallo nella leadership laburista fra l'impopolare sir Keir e l'ex sindaco di Manchester.