«Cambiamento climatico, da problema a opportunità»

«Cambiamento climatico, da problema a opportunità: Canton Ticino polo di competenze e centro economico del clima». È questo il titolo della mozione del presidente dell’UDC Piero Marchesi, che intende tracciare una panoramica della situazione nel nostro Cantone e in Svizzera in rapporto alla situazione mondiale e offrire qualche spunto e idea per sviluppare un concetto locale basato «sul sano realismo e non condizionato dall’emotività».
Nel preambolo della mozione inoltrata al Consiglio di Stato, il deputato democentrista spiega: «Con diversi eventi e manifestazioni i cittadini hanno chiesto alla politica di occuparsi del problema con soluzioni immediate e praticabili. Dai più giovani agli anziani, chi più chi meno, tutti sono sensibili e consapevoli che il comportamento umano è una concausa del fenomeno. Tutti a parole vogliono un mondo più pulito e rispettoso della natura, poi nella pratica spesso ci si scontra con le abitudini, le esigenze e gli interessi personali che mettono in discussione i lodevoli principi iniziali. La politica deve occuparsi del tema con oggettività, scevra da emotività che potrebbero peggiorare la situazione invece che migliorarla».
Breve panoramica mondiale
Piero Marchesi fa un giro di orizzonti sulla situazione mondiale relativo all’aspetto climatico e ambientale: «I Paesi sviluppati e industrializzati con gli anni hanno sviluppato una certa attenzione e cultura all’utilizzo parsimonioso delle risorse, molto rimane però da fare. Questi Paesi sfruttano al massimo la crescita economica interna, l’aspetto climatico e ambientale non è per loro una priorità. È oramai piuttosto ciclico, prima parte la crescita economica che impiega tutte le risorse e attenzioni, poi dopo alcuni decenni, anche grazie al miglior potere d’acquisto, nasce una certa sensibilità ambientale. In questo lasso di tempo però, questi Paesi producono importanti quantità di CO2, inquinamento generale, valori e situazioni difficili da recuperare».
Come si comporta la Svizzera?
«Cantoni e Comuni promuovono una politica energetica e ambientale virtuosa investendo energie e risorse nella migliore gestione dei rifiuti, nel migliore utilizzo delle energie e nel maggior rispetto dell’ambiente. Ne è la prova il successo ottenuto dal programma «Città dell’energia» promosso da Svizzera Energia, dove ben 437 Comuni svizzeri hanno ricevuto il «Label Città energia» di cui 48 con il «Label Città dell’energia Gold».
Se la Svizzera è così all’avanguardia è perché negli anni Confederazione, Cantoni, Comuni, aziende e cittadini, hanno sviluppato una cultura e conoscenze specifiche che permettono di raggiungere questo lusinghiero risultato.
La Confederazione ha inoltre avviato un programma pilota per determinare come la Svizzera possa adattarsi alle mutate condizioni climatiche. In tutte le parti del Paese sono complessivamente in corso 50 progetti, il tutto sotto l’egida dell’Ufficio federale dell’ambiente.
La mozione si concentra anche su come rendere il cambiamento climatico un’opportunità per il Ticino: «La Svizzera e il Ticino, attraverso le leggi e i vari programmi d’attuazione, hanno una cultura ambientale migliore di molti altri Paesi mondiali. La tecnologia e le conoscenze che si sono sviluppate attorno a questa cultura sono un valore aggiunto da incrementare. La politica del nostro Paese subisce il tema invece di renderlo un punto di forza. Molti Paesi nel mondo hanno necessità di imparare dalla Svizzera come migliorare la loro situazione energetica e ambientale, sfruttiamo dunque questa opportunità per esportare cultura, conoscenze, prodotti e sviluppo. Questo permetterà ai Paesi che hanno queste necessità di beneficiare del nostro know-how e il Ticino e la Svizzera, invece, di creare nuove opportunità di business e occupazione per i residenti».
In che modo?
«Molte aziende in Ticino operano nell’ambito della produzione di energie alternative, biomassa, teleriscaldamento, produzione di legna, risanamento energetico di stabili, ammodernamento e regolazione di impianti RVCS (riscaldamento, ventilazione, clima e sanitari). Una messa in rete di tutte queste competenze, ben coordinate e finalizzate a creare economia e sviluppo, creerebbe le basi per la nascita di nuove start up e iniziative imprenditoriali. Inoltre, oltre a migliorare la situazione energetica e ambientale nel Paese, si creerebbero pure le basi per un’economia di esportazione, soprattutto in quei Paesi emergenti che avrebbero le capacità per investire nel settore, ma che mancano di competenze, tecnologie ed esperienza».
Al Consiglio di Stato chiede:
«Elaborare un Master plan sulla base delle considerazioni e spunti esposti in questa mozione per promuovere il progetto “Canton Ticino polo di competenze e centro economico del clima”. Indicare la strategia di attuazione, gli attori coinvolti, gli investimenti necessari e i possibili finanziamenti, le tempistiche e definire in modo molto chiaro il ruolo dello Stato, che come indicato dovrà limitarsi a stimolare, promuovere e verificare l’andamento del progetto»
