Canicola e pericoli per la salute, «bisogna eliminare le barriere normative»

Le elevate temperature rappresentano un rischio concreto per la salute e la sicurezza dei lavoratori, con un aumento della probabilità di malori, disidratazione, cali di attenzione e conseguenti infortuni. Parte da questa osservazione la mozione appena inoltrata da Paolo Ortelli – sostenuta anche dalla collega liberale radicale Simona Genini e da Erik Pinchetti (Centro) – in cui si chiede al Consiglio di Stato di intervenire a tutela dei lavoratori. Anche perché, come viene sottolineato nell’atto parlamentare, «le ondate di calore non costituiscono più eventi eccezionali, ma rappresentano una realtà con la quale le autorità pubbliche, i datori di lavoro e le imprese sono chiamati a confrontarsi, adottando strumenti di adattamento adeguati».
Il problema sollevato dalla mozione è piuttosto semplice: se, da un lato, sia la legge federale sia le parti sociali hanno da tempo disciplinato questa tematica, dall’altro «i regolamenti comunali in materia di rumori vietano l’inizio delle attività prima di una determinata ora, senza prevedere deroghe durante i periodi di allerta canicola». Di conseguenza, come scrive il deputato liberale radicale, «si crea un evidente paradosso: da una parte il diritto del lavoro, gli accordi settoriali e le raccomandazioni delle autorità sanitarie invitano ad anticipare l’inizio delle attività; dall’altra alcune disposizioni comunali lo impediscono».
Le imprese si trovano pertanto nella difficile situazione di dover scegliere tra il rispetto dei regolamenti comunali e l’adozione delle misure di prevenzione richieste per la tutela della salute dei propri collaboratori. Una situazione che va risolta, proprio a tutela di chi deve svolgere attività all’aperto durante i periodi di canicola. Come viene annotato nella mozione, «anticipare l’inizio della giornata lavorativa non comporta un aumento delle ore di lavoro né una modifica dei diritti dei lavoratori. Consente semplicemente di redistribuire l’attività nelle fasce orarie meno critiche, riducendo sensibilmente l’esposizione al calore senza incidere sulla durata complessiva delle prestazioni. Si tratta quindi di una misura di buon senso che tutela contemporaneamente la salute dei lavoratori, la continuità delle attività economiche e l’interesse pubblico alla regolare esecuzione delle opere e dei servizi». Per cercare di sciogliere il nodo, i mozionanti chiedono dunque al Consiglio di Stato di «proporre le basi legali necessarie affinché, durante periodi di allerta canicola ufficialmente dichiarati dalle autorità competenti, possano essere autorizzate deroghe temporanee ai regolamenti comunali concernenti gli orari delle attività rumorose, limitatamente alle attività svolte prevalentemente all’aperto e nella misura strettamente necessaria a consentire l’anticipazione dell’inizio dei lavori quale misura di tutela della salute dei lavoratori».
