Capo Lefebvriani: «Siamo accusati di non rispettare il Papa, ma lui è umiliato»

«Siamo accusati di non amare il Papa, siamo accusati di non rispettarlo ma è proprio perché amiamo il Papa come Vicario di Cristo» noi «non vogliamo più vedere il Papa umiliato, messo sullo stesso piano dai falsi pastori». Lo ha detto il Superiore della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, nell'omelia della messa ad Ecône, in Vallese, nel corso della quale verranno consacrati quattro nuovi vescovi.
«Quante volte abbiamo visto il Papa in questa situazione. Proprio perché amiamo il Vicario di Cristo non vogliamo questa umiliazione, umiliazione che ricade su tutta la Chiesa, messa sullo stesso piano delle false religioni», ha aggiunto il capo dei Lefebvriani. «Perché non veniamo capiti? Il problema è che parliamo due lingue diverse», «noi parliamo la lingua delle fede», «il linguaggio della tradizione» e «davanti a noi troviamo un linguaggio che parla di altre cose, il linguaggio dell'inclusione, del dialogo, dell'accompagnamento. Noi invece vogliamo la fede. Poi certo nella fede dialoghiamo con le persone per convertirle», ha sottolineato don Pagliarani. «Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa», ha aggiunto il superiore della Fraternità San Pio X.
«Il sacrificio che Dio ci chiede oggi è essere trattati da ribelli ma noi vogliamo servire la Chiesa come una madre in difficoltà, che soffre, una madre a volte tradita, una madre che ha bisogno e merita di essere amata». «Dobbiamo fare il possibile per aiutarla e sostenerla». «Potremmo restare indifferenti ma questo sarebbe tradire la Chiesa», ha aggiunto il capo dei Lefebvriani sottolineando che oggi «è una giornata storica», «una festa». La celebrazione - contro il volere del Papa - si svolgerà in rito antico e in latino.
La cerimonia, che è stata preceduta da una processione, è presieduta da mons. Alfonso de Galarreta, vescovo consacrante, coadiuvato da mons. Bernard Fellay in qualità di co-consacrante. I futuri vescovi sono: don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry (Francia), don Marc Hanappier (Francia). Secondo gli organizzatori, i fedeli presenti sono oltre 17 mila.