Caro carburante, Lufthansa dimezza l'utile e taglia le stime

l piano di rilancio della compagnia aerea tedesca Lufthansa, casa madre di Swiss, si scontra con la crisi in Medio Oriente e il caro carburanti e costringe l'azienda a tenere a freno le ambizioni. In borsa è «panic selling», il titolo arriva a perdere l'11% e chiude in calo dell'8,2% a 8,47 euro (7,89 franchi al cambio attuale).
Il fatturato del secondo trimestre è cresciuto dell'8% a 11,1 miliardi di euro, ma 750 milioni di costi aggiuntivi per il cherosene hanno impattato sull'utile operativo, che si dimezza a 383 milioni (-56%).
I rendimenti più elevati, ottenuti dopo aver alzato i prezzi e ridotto la capacità di trasporto e aumentato il tasso di occupazione dei posti (che ha raggiunto l'82,4%) non sono stati sufficienti a compensare la temporanea cancellazione di singole rotte e gli scioperi di febbraio, marzo e aprile.
Un trimestre «impegnativo, segnato ancora una volta da molteplici crisi geopolitiche e incertezze», sottolinea il presidente e direttore generale (Ceo) Carsten Spohr. Le «incertezze rimangono elevate» e quindi, anche se la domanda è intatta e proseguono l'ottimizzazione della rete e la disciplina dei costi, il gruppo che inizialmente prevedeva di crescere fino al 2% rispetto agli 1,96 miliardi del 2025, si attende un utile prima della deduzione di interessi e imposte (Ebit) tra 1,7 e 2,2 miliardi di euro. Nei sei mesi i ricavi sono cresciuti dell'8% a 19,8 miliardi, l'Ebit è negativo per 138 milioni e la perdita si è ridotta a 542 milioni di euro (da 665 del primo trimestre).
«La domanda è continua e forte, soprattutto nelle classi premium; gli investimenti in prodotti premium stanno iniziando a dare i loro frutti», così come il rinnovamento della flotta e continua il trend positivo nel settore cargo. Lufthansa ha anche messo in campo alcune misure «per razionalizzare i processi operativi più rapidamente di quanto inizialmente previsto», come l'eliminazione dei voli di Lufthansa CityLine, la dismissione dell'intera sottoflotta di 23 Canadair CR-9, nonché il ritiro anticipato di aeromobili a lungo raggio ad alto consumo di carburante come l'Airbus A340-600 e il temporaneo fermo a terra di due Boeing 747-400 dall'inizio del programma di volo invernale.
«Il nostro bilancio si mantiene costantemente solido, con una liquidità di 10,7 miliardi di euro», dice il direttore finanziario Till Streichert«. Sebbene le incertezze per la seconda metà dell'anno rimangano elevate, siamo fiduciosi che la costante attuazione della nostra strategia, la disciplina dei costi, l'ottimizzazione della rete e la domanda persistentemente elevata compenseranno una parte significativa degli aumenti dei costi.
«Prevediamo ora una spesa totale per il carburante di circa 8,7 miliardi di euro per quest'anno, di cui circa 8,5 miliardi di euro per i combustibili fossili, con ulteriori 0,2 miliardi di euro relativi ai requisiti obbligatori per i carburanti sostenibili per l'aviazione», spiega Streichert. Tuttavia, la crescente volatilità dei prezzi del carburante negli ultimi tempi, così come i cicli di prenotazione considerevolmente più brevi nel settore del trasporto aereo passeggeri, rendono le previsioni sempre più difficili«, ma sottolinea Streichert, il limite superiore del nuovo intervallo rappresenta comunque un risultato significativamente superiore a quello dell'anno precedente.
Il motto di Spohr non cambia: «Da un gruppo di compagnie aeree a un unico gruppo aereo» a partire dall'integrazione dell'italiana Ita Airways e guardando alle prossime mosse con Tap Air Portugal. «A giugno, come previsto, abbiamo esercitato l'opzione per salire dal 41% al 90%» di Ita; manca solo l'ok degli USA e all'inizio del prossimo anno sarà pienamente integrata nel gruppo Lufthansa.
Dopo «18 mesi - dice Spohr parlando agli azionisti - sono orgoglioso di poter affermare che abbiamo mantenuto la promessa fatta ai nostri passeggeri, è stata l'integrazione più rapida della nostra storia» e in termini di sinergie l'obiettivo è di raggiungere i 450 milioni all'anno entro il 2028. Ora in agenda c'è la privatizzazione della compagnia portoghese, per la quale Lufthansa ha presentato un'offerta vincolante la settimana scorsa. «Anche Tap beneficerebbe delle solide prospettive di crescita del gruppo e della sua comprovata capacità di realizzare sinergie tra le sue società. Allo stesso tempo, rafforzeremmo significativamente la nostra posizione in America Latina».