Caslano, Magliaso e Pura: il sondaggio chiede uno studio, non una decisione affrettata

Il sondaggio sull’ipotesi di aggregazione tra Caslano, Magliaso e Pura lancia un segnale chiaro: una maggioranza dei partecipanti vuole approfondire la possibilità di un Comune unico, ma non chiede di decidere subito. I risultati del sondaggio sono stati pubblicati dai rispettivi comuni coinvolti.
I risultati
Su 1'633 record complessivi, 1'047 partecipanti si sono espressi a favore dell’avvio di uno studio per valutare vantaggi e svantaggi di un’eventuale aggregazione, pari al 64,12% del totale e a circa il 67,5% delle risposte valide. I contrari sono stati 365, mentre 140 si sono dichiarati indecisi.
Il sostegno allo studio è maggioritario in tutti e tre i Comuni. A Caslano raggiunge il 70%, a Magliaso il 62,78% e a Pura il 66,05%. Un dato che evidenzia come la richiesta di approfondimento attraversi l’intero territorio interessato.
Non un via libero automatico all'aggregazione
Il risultato non deve però essere interpretato come un via libea automatico all’aggregazione, mettono in guardia i tre enti locali. «Un sondaggio non sostituisce una votazione popolare e non decide il futuro istituzionale dei Comuni. La decisione finale, qualora si arrivasse a una proposta concreta, dovrebbe spettare ai cittadini sulla base di informazioni complete, verificabili e comprensibili», si legge nella nota congiunta.
I prossimi passi
Proprio per questo il prossimo passo dovrebbe essere uno studio ufficiale, indipendente e trasparente, possibilmente con il coinvolgimento del Cantone. Dovrà chiarire gli effetti su imposte, finanze comunali, investimenti, personale, scuole, servizi, pianificazione, mobilità e rappresentanza politica.
Andranno inoltre affrontati i timori emersi, dalla possibile perdita dell’identità locale alla minore capillarità dei servizi, fino agli eventuali squilibri territoriali a scapito dei quartieri più piccoli.
Un altro dato che merita attenzione, secondo gli Esecutivi, è che oltre la metà dei partecipanti non era al corrente che i comuni stessero discutendo di una possibile aggregazione. «Questo conferma la necessità di aprire una fase informativa più strutturata, con serate pubbliche, documentazione accessibile e possibilità per i cittadini di porre domande prima che il dibattito entri in una fase decisionale».
