Casse malati, gli stipendi dei dirigenti sono in forte aumento

Gli stipendi dei presidenti delle direzioni delle principali casse malati svizzere sono in sensibile aumento: è quanto emerge da un'analisi pubblicata oggi dal Tages-Anzeiger (TA), sulla base dei rapporti d'esercizio diffusi in questo periodo dalle aziende.
I dirigenti più pagati
La dirigente più pagata è stata Philomena Colatrella, alla testa di CSS, che nel 2025 ha incassato 998'600 franchi, il 17% in più dell'anno precedente. Ancora di più, del 20%, è lievitato il compenso di Roman Sonderegger, numero uno di Helsana, che ha raggiunto 996'000 franchi. I due manager hanno superato nel frattempo quello che era il collega più pagato nel periodo 2020-2024, cioè il CEO di Sanitas Andreas Schönenberger, che si è dovuto accontentare di 982'500 franchi.
Il terzetto viaggia insomma nell'ordine del milione di franchi, cioè ai livelli di chi sta nel piano più alto della Posta o delle FFS: la differenza è che le due imprese controllate dello stato, con rispettivamente 47'000 e 35'800 dipendenti, hanno organici ben più corposi di quelli di CSS (3000 collaboratori), Helsana (3700) o Sanitas (1000).
Interpellata dal quotidiano zurighese, CSS spiega la remunerazione della sua numero uno con il fatto che l'esercizio 2025 è stato uno dei migliori della storia dell'azienda, con un numero record di nuovi assicurati; di conseguenza la componente variabile del salario è salita notevolmente. La classifica comprende peraltro anche altri dirigenti: più distaccati dal trio di testa figurano i vertici di Groupe Mutuel (797'200 franchi), Swica (758'300), Visana (741'000), KPT (637'000) e Concordia (528'900).
Dibattito in parlamento
Le elevate retribuzioni hanno acceso il dibattito in parlamento. Un progetto di legge varato in aprile da una commissione del Nazionale prevede che i manager delle casse malati non possano guadagnare più del comandante dell'esercito o di un segretario di stato, ossia al massimo 405'700 franchi all'anno, un valore adeguato all'inflazione.
Secondo il TA la portata del provvedimento rischia però di essere limitata: il limite si applicherebbe infatti esclusivamente alle retribuzioni derivanti dall'assicurazione di base, mentre i compensi per le assicurazioni complementari resterebbero liberi. Le casse potrebbero quindi spostare parte della remunerazione dal primo comparto al secondo, aggirando di fatto il tetto.
La misura avrebbe quindi un valore più politico che economico, tanto più che secondo le stime l'effetto degli stipendi in questione sui premi della casse malati è da considerare del tutto trascurabile. Gli esponenti di PLR e Centro ritengono quindi che il gioco non valga la candela, tenuto conto della burocrazia necessaria per applicare le norme, mentre i parlamentari di sinistra e dell'UDC vogliono inviare un segnale all'opinione pubblica, sempre più esasperata dai rincari dei premi. Vi è peraltro unanimità di veduta sul fatto che la vera partita per il contenimento dei costi sanitari si giochi altrove e che i salari dei manager, per quanto politicamente sgraditi, rappresentino una frazione trascurabile della spesa complessiva.