Cellulare in bicicletta, la Confederazione valuta multe più salate

La Confederazione vuole rafforzare la lotta contro la distrazione alla guida delle biciclette. Lo riferisce il Blick, secondo cui zra i comportamenti finiti nel mirino dell’Ufficio federale delle strade (Ustra) c’è soprattutto l’utilizzo del cellulare senza dispositivo vivavoce.
Da 40 a 100 franchi di multa
Oggi chi viene sorpreso a utilizzare lo smartphone mentre è in sella rischia una multa di 40 franchi. Una cifra nettamente inferiore a quella prevista per gli automobilisti, che per lo stesso comportamento pagano 100 franchi. L’Ustra non esclude ora di aumentare la sanzione anche per i ciclisti. «Possiamo immaginare di aumentare questo importo», ha dichiarato il portavoce dell’Ustra Thomas Rohrbach al portale svizzero tedesco.
Distrazione tra le cause degli incidenti
L’inasprimento delle multe viene valutato in un contesto caratterizzato da un aumento degli incidenti che coinvolgono biciclette ed e-bike. Secondo i dati della Confederazione, lo scorso anno in Svizzera si sono registrati 586 ciclisti gravemente feriti e 671 persone gravemente ferite su biciclette elettriche. Complessivamente, gli incidenti hanno provocato 44 vittime. Per l’Ustra, uno dei fattori sui quali intervenire è la disattenzione. Secondo le statistiche federali, distrazione e disattenzione sono all’origine di quasi il 15% degli incidenti. Per capire meglio il fenomeno, l’Ustra finanzia inoltre un progetto di ricerca della Fachhochschule Nordwestschweiz. L’obiettivo è individuare le principali fonti di distrazione durante la guida della bicicletta e studiare possibili contromisure.
Pro Velo: «Non basta aumentare le multe»
La proposta della Confederazione non convince Pro Velo Svizzera. La presidente Delphine Klopfenstein Broggini ritiene che concentrarsi soprattutto sul comportamento dei ciclisti significhi guardare solo a una parte del problema. La distrazione, osserva, riguarda infatti tutti gli utenti della strada. Quando però a essere distratto è chi guida un’automobile, le conseguenze per gli altri utenti possono essere decisamente più gravi. Per Pro Velo, il problema principale è piuttosto legato alle infrastrutture ciclabili insufficienti e alla crescente presenza sulle strade di automobili sempre più grandi, pesanti e veloci.
La risposta? Un mix di misure
Anche la Confederazione riconosce che la sicurezza non può dipendere esclusivamente dalle sanzioni. Secondo l’Ustra, è quindi necessario adottare un approccio più ampio, basato su un mix di prevenzione, infrastrutture adeguate e misure normative mirate.
