Centrale AIL nella scuola, il Cantone ha qualche dubbio

AIL e la Città stanno lavorando per implementare una rete anergetica a servizio del centro città; rete alimentata termicamente dalle acque captate dal lago e che avrà uno dei suoi fulcri nel comparto del Liceo 1. O, almeno, questo è il piano. Prima però ci sarà da appianare un potenziale problema pianificatorio perché i servizi cantonali, a questo stadio ancora embrionale, non sembrano convinti della proposta.
Un progetto ambizioso
La prevista nuova struttura di AIL sorgerebbe in concomitanza con la nuova Scuola media nel comparto di Palazzo degli studi - il progetto Lieber Meister - che per essere realizzata necessita di una base pianificatoria. Base che, con alcuni distinguo (ci torniamo dopo), è stata accolta favorevolmente dal Cantone. La nuova «centrale di pompaggio e scambio di calore - ci spiega il Direttore dell’Area transizione energetica e acqua di AIL Claudio Forrer - permetterà di regolare lo scambio termico con il lago di una rete anergetica chiusa che andrà ad alimentare anche il centro città». Rete che per ora è ancora sulla carta e che, se verrà realizzata, darà un importante contributo al processo di decarbonizzazione promosso da AIL e permetterà di dismettere la rete di acqua ad uso industriale che risulta vetusta e presenta diversi rischi di affidabilità nel prossimo futuro, dovuti anche alla proliferazione nel Ceresio della cozza Quagga.
La bontà del progetto è peraltro riconosciuta anche dai servizi cantonali, che hanno piuttosto dei dubbi sul luogo prescelto, «inserito in un contesto urbanisticamente e culturalmente sensibile e storicamente orientato ad accogliere attività educative, culturali e ricreative». Il Cantone chiede quindi di argomentare perché non potrebbe essere realizzata altrove. Preoccupa inoltre l’impatto visivo: «la collocazione della nuova centrale AIL nell’area risultante dalla demolizione del Palazzo delle Scienze solleva criticità significative di ordine urbanistico, paesaggistico e culturale. Il nuovo volume edilizio, visibile sul fronte verso il parco, modificherebbe sostanzialmente l’impostazione del progetto vincitore del concorso architettonico, che era finalizzato a garantire una connessione fluida tra il parco e il Palazzo degli Studi». Ora starà a Città e AIL a incamerare le osservazioni nella documentazione che arriverà poi sui banchi del Consiglio comunale. «Il posizionamento esatto della centrale non è ancora stato finalizzato - commenta Forrer. - Nonostante necessiti di grandi dimensioni, il suo impatto sarà contenuto».
La questione muri di cinta
Tornando al comparto scolastico, la variante pianificatoria propone la possibilità di demolire gli storici muri di cinta. Il Cantone raccomanda di farlo solo puntualmente e solo se strettamente necessario: «Le parti che possono essere demolite - si legge nel preavvviso cantonale - devono essere individuate nell'ambito dello sviluppo del progetto architettonico. Si pensi, ad esempio, al lato posteriore rivolto verso il fiume Cassarate, dove lungo il muro di cinta sono ancora conservati il portale principale e i due portali laterali del vecchio Liceo. In questo contesto può essere opportunamente valutata l'ipotesi di mantenere il muro esistente, in quanto integrabile nel disegno paesaggistico come elemento di mediazione visiva rispetto all'area parcheggio prevista dal progetto vincitore del concorso. Per contro, il fronte su Villa Ciani apre alla possibilità di un intervento più incisivo, volto a favorire la continuità visiva e funzionale con il parco».
