Il caso

Cervinia non ci sta: avviate le procedure per ripristinare il vecchio nome

In seguito ai numerosi malumori, Elisa Ciocco, sindaca della nota località sciistica, ha annunciato di aver discusso con il presidente della Regione Valle d'Aosta - La ministra Santanché: «Come se la Svizzera cambiasse il nome St. Moritz perché cattolico»
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Red. Online
30.11.2023 17:40

Cervinia, forse, potrà continuare a chiamarsi in questo modo. Solo ieri, i media oltre confine avevano riferito che la nota località sciistica italiana avrebbe cambiato nome, passando da Breuil-Cervinia a Le Breuil. In altre parole, la frazione di 700 abitanti nel Comune di Valtournenche, in Val d'Aosta, avrebbe dovuto tornare a utilizzare solamente il nome di origine francese. Ma oggi, dopo le polemiche e i malumori alimentati dalla decisione, che si teme possa portare danni al turismo, sembrerebbe esserci stato un dietrofront. Ad affermarlo è la sindaca di Valtournenche, Elisa Cicco, che questo pomeriggio ha annunciato l'intenzione di opporsi alla nuova denominazione della celebre località valdostana. Dichiarando, al termine di una riunione con il presidente della Regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin, che «sono state avviate le procedure per ripristinare il nome di Breuil-Cervinia». La richiesta, dunque, verrà formalmente inviata alla Regione. E Cervinia, forse, potrebbe mantenere il suo nome con cui, ancora oggi, è prevalentemente conosciuta.

Ma non è tutto. Anche lo stesso presidente Testolin, da cui era stato emanato il decreto per il cambiamento di nome, ha fatto intendere che le possibilità di fare un passo indietro sono piuttosto concrete. «In un incontro che si è avuto oggi con l'amministrazione comunale di Valtournenche, si è convenuto come la Regione, nel rimanere in attesa della richiesta prospettata dal Comune in merito al riavvio dell'iter per la ridefinizione del toponimo da Le Breuil a Breuil-Cervinia, si rende disponibile fin da subito a lavorare per ogni valutazione utile ad accogliere la richiesta». Qualche speranza, insomma, sembra esserci. Ma per avere conferma, bisognerà attendere la decisione ufficiale della Valle d'Aosta. 

Dopotutto, l'idea di vedere Cervinia trasformarsi unicamente in Le Breuil non è stata accolta di buon grado neppure dai politici. La ministra del Turismo italiana, Daniela Santanché, quest'oggi è intervenuta sulla questione, giudicando «folle» la possibilità che la nota località sciistica cambiasse nome. «Immaginatevi che da domani al bar o al ristorante dicessimo: mi può dare una Pemberton's French Wine Coca? No, perché è così che dovremmo chiamare la Coca Cola secondo la follia promossa dalla Regione Valle d'Aosta. Cambiare il nome a Cervinia, una delle località sciistiche più rinomate al mondo e simbolo dell'Italia è folle, dal punto di vista turistico ed economico, e farlo perché il nome risale al ventennio fascista è una cosa incommentabile». 

Non solo. La ministra, nel commentare la proposta, ha preso come esempio anche la Confederazione. «Pensate sia possibile che la Svizzera cambi il nome a St. Moritz perché è cattolico? Ecco, le follie del politicamente corretto arrivano a questo: diciamo che non è una grande idea, e mi auguro si possa tornare indietro».