Che cosa resta del fine settimana nel cortile del Campus Est USI-SUPSI? La spazzatura

Bottiglie vuote di alcolici, lattine, confezioni di cartone e sacchetti di plastica lasciati sui tavoli e per terra e diversi mozziconi di sigaretta sparsi per il piazzale. È così che appare spesso dopo il fine settimana il cortile interno dello stabile USI-SUPSI di Lugano-Viganello. Insomma, non il miglior biglietto da visita per un luogo dedicato alla formazione.
Un problema noto
Il problema è noto da tempo ai due istituti accademici. «Già in passato siamo stati confrontati con un uso poco rispettoso della corte del Campus Est da parte di persone esterne alle due scuole universitarie», spiega infatti, da noi contattata, la SUPSI tramite il proprio ufficio stampa. «Vivere uno spazio pubblico presuppone rispetto e cura. Purtroppo, non si può sempre dare per scontato questo basico assunto».
La scuola universitaria professionale non vuole comunque fare di una mosca un elefante e tiene a precisare di non essere confrontata a una situazione di degrado preferendo parlare di «gesti ascrivibili alla maleducazione e alla scarsa considerazione dei principi del vivere comune».
Ciò non significa comunque che i due istituti siano rimasti con le mani in mano di fronte al ripetersi di questi episodi di maleducazione. «Per far fronte alla problematica, a inizio 2025 è stato deciso di limitare, dalle ore 18.00 alle ore 7.00, l’accesso pubblico alla corte, riservandolo alla comunità accademica, agli ospiti e ai partecipanti agli eventi delle due istituzioni. Agli ingressi del Campus sono affisse le relative indicazioni e vengono effettuati controlli improntati alla sensibilizzazione», chiarisce la SUPSI.
I correttivi apportati da USI e SUPSI, tuttavia, non sembrano aver sortito gli effetti sperati se a 2026 inoltrato si continua a discutere dei rifiuti lasciati nel piazzale dopo il weekend. «Riteniamo che le misure adottate rappresentino, allo stato attuale, l’approccio più ragionevole e proporzionato, nel rispetto della vocazione aperta di questo spazio» precisa la SUPSI. «Limitare in modo più rigido gli accessi, ad esempio chiudendo le entrate della corte, sarebbe un’opzione facilmente attuabile, ma non auspicabile. Sin dalla sua progettazione, infatti, questo luogo è stato concepito come un punto d’incontro e scambio fra mondo accademico e popolazione: una nuova piazza di Lugano».
In questo senso, per USI e SUPSI il concetto chiave è quello della sensibilizzazione. «Vogliamo rinnovare l’invito al rispetto di questo luogo e, di riflesso, dell’intera comunità che quotidianamente lo anima». I due istituti accademici mantengono comunque alta l'attenzione e monitorano costantemente la situazione. «È inteso che eventuali danneggiamenti o altre situazioni contrarie alla legge vengono affrontati con fermezza e immediatamente segnalati alle autorità, con le quali è attivo un canale di dialogo su questa e su altre tematiche di interesse comune», tiene a sottolineare la SUPSI.
Poche le chiamate alla polizia
La situazione che interessa il cortile interno del Campus Est USI-SUPSI specialmente durante le notti dei fine settimana è conosciuta anche dalla polizia della città di Lugano. «La Città, in particolare la Divisione polizia e la Divisione e spazi urbani, collabora da tempo con USI e SUPSI, proprietarie dello spazio interno al campus, per supportarle nell'individuare delle misure volte a ridurre i disagi creati da alcuni utenti, che in particolare nelle ore notturne sostano nel comparto, lasciando poi situazione di degrado e littering», spiega, da noi contattata, la polizia cittadina per voce del suo comandante Federico Chiesa.
Quattro sono state finora le volte, nel corso dell'ultimo anno, in cui gli agenti della comunale sono stati chiamati a intervenire per situazioni problematiche legate alla vita notturna all'interno del piazzale dello stabile USI-SUPSI spiega il comandante che aggiunge: «Le richieste alla polizia sono poche, dal momento che si tratta di un sedime privato di competenza di USI e SUPSI le quali presidiano il comparto con personale di sicurezza».
Chiesa spiega poi che, trattandosi di un sedime privato, «qualora le criticità legate al degrado, al littering o alla sicurezza dovessero persistere o aumentare, competerà a USI-SUPSI valutare ulteriori misure di sicurezza».
A questo punto il comandante della polizia di Lugano si lascia andare a una considerazione: «USI e SUPSI hanno da sempre concepito questo spazio come corte aperta e accogliente: è peccato vedere che manchi il rispetto di alcuni per questi spazi destinati volontariamente alla fruizione pubblica. Sarebbe un peccato se questa corte dovesse venir chiusa».
Ecco chi è a sporcare
Ma chi sono le persone che sporcano il piazzale durante il weekend? Se USI e SUPSI parlano di «persone esterne alle due scuole universitarie», il comandante della polizia di Lugano traccia invece un identikit più preciso. «Durante i nostri interventi, è stata rilevata principalmente la presenza di ragazzi e giovani adulti, con situazioni di importante degrado e littering in relazione a un massiccio consumo di alcool».
A favorire il loro arrivo sul piazzale è anche la conformazione architettonica dell'area. «Si tratta di uno spazio ampio e protetto dagli edifici circostanti con presenza di tavoli e sedie che invogliano i giovani a fermarsi, in particolar modo dopo la chiusura degli esercizi pubblici», osserva Chiesa.
