Il punto

Che cosa sta succedendo in Madagascar

L'unità militare d'élite CAPSAT ha dichiarato di aver preso il potere nel Paese, dopo che l'Assemblea nazionale ha votato l'impeachment verso il presidente Rajoelina, che si trova ora nascosto all'estero – Tutto era iniziato settimane fa, con «le proteste della Gen Z»
©HENITSOA RAFALIA
Red. Online
15.10.2025 18:00

Il Madagascar è finito sotto i riflettori. Complici le tensioni delle ultime settimane, culminate, ieri, nella presa del potere da parte di un'unità militare d'élite del Paese, dopo che l'Assemblea nazionale ha votato l'impeachment nei confronti del presidente Andry Rajoelina per «diserzione del servizio». 

«Abbiamo preso il potere», ha dichiarato, nelle scorse, il colonnello Michael Randrianirina, capo dell'unità militare CAPSAT (Corps d’armée des personnels et des services administratifs et techniques). La risoluzione per l'impeachment del presidente Rajoelina è stata approvata con 130 voti a favore (molti di più della soglia costituzionale dei due terzi richiesta dalla Camera composta da 163 membri), con una dura condanna al capo di Stato malgascio, nascosto da qualche settimana.

Ma per capire come si è arrivati a questo punto, è necessario fare un passo indietro. Tutto, infatti, è iniziato con proteste contro il governo del Madagascar, guidate da giovani manifestanti (appartenenti prevalentemente alla generazione Z). Queste manifestazioni popolari contro il governo di Rajoelina erano cominciate lo scorso 25 settembre. I giovani, erano scesi per le strade per protestare contro la povertà e la corruzione del Paese, ma anche contro le continue interruzioni di acqua ed elettricità. 

In un primo momento, il governo di Rajoelina aveva represso le proteste con la violenza. Nel giro di pochi giorni, infatti, sono stati uccisi 22 manifestanti. Le cose, però, sono cambiate lo scorso sabato, 11 ottobre, quando è intervenuta proprio l'unità militare CAPSAT. I militari, a tal proposito, hanno annunciato la loro decisione di schierarsi con i manifestanti, chiedendo alle altre unità dell'esercito e delle forze di sicurezza di smettere di uccidere i propri concittadini. 

Non solo. I militari CAPSAT hanno anche inviato alcuni mezzi militari per cercare di forzare i posti di blocco piazzati dalla Gendarmeria (ancora fedele al presidente), ad Antananarivo, la capitale malgascia. Durante questa operazione, tuttavia, si sono verificati alcuni scontri che avrebbero portato alla morte di uno dei membri della CAPSAT. I posti di blocco, tuttavia, sono stati rimossi permettendo ai manifestanti di festeggiare nella capitale, sabato.

Dall'altra parte, il governo di Rajoelina ha dichiarato che quello avvenuto era un «colpo di stato» e che avrebbe fatto di tutto per fermarlo. Ma le cose, tuttavia, sono andate diversamente. Domenica, infatti, i militari hanno dichiarato di aver il controllo di tutte le forze armate. Lunedì, quindi, il presidente è scappato dal Paese. Non è chiaro dove si stia nascondendo. Secondo alcune fonti francesi, potrebbe trovarsi a Dubai. 

Nei giorni seguenti, come anticipato, Michael Randrianirina è diventato noto come capo dell'unità militare CAPSAT. Tuttavia, la particolarità del gruppo è quella di avere una «leadership diffusa». E di questo, ne sa qualcosa proprio Rajoelina. 

Facendo un salto indietro nel tempo, infatti, Rajoelina arrivò al potere del Madagascar nel 2009, proprio in seguito a un colpo di stato militare dei CAPSAT. Anche all'epoca, erano stati i militari a rimuovere l'allora presidente. Rajoelina, proprio per questo, avrebbe voluto evitare che succedesse la stessa cosa anche a lui. Ma in tutti questi anni, non è mai riuscito a rovesciare la situazione. E, di conseguenza, è diventato, a sua volta, una vittima.