Zurigo

Che estate ci aspetta? Lo deciderà il Böögg, ma il pupazzo «non è affidabile»

Lunedì alle 18 la festa primaverile delle corporazioni di Zurigo raggiungerà il proprio apice con il rogo del Böögg – La tradizione vuole che più in fretta esplode la testa del fantoccio, più l’estate sarà bella
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Andrea Scolari
15.04.2026 08:55

Che tempo farà quest’estate? Forse è presto per dirlo, ma lunedì un previsore d’eccezione darà una prima indicazione, almeno secondo la tradizione popolare tigurina. A Zurigo, infatti, il terzo lunedì di aprile ha luogo il «Sechseläuten», la tradizionale festa primaverile delle corporazioni che culmina proprio con il rogo del Böögg, un pupazzo di ovatta in formato gigante posizionato sopra una catasta di legname nel bel mezzo dell’omonima piazza, la Sechseläutenplatz, con la testa riempita di petardi e fuochi d’artificio. È proprio quest’ultima caratteristica che fornirà un’indicazione sulla meteo che ci attenderà durante la stagione calda: prima il capo esploderà e più bella sarà l’estate, almeno secondo la credenza popolare.

Qui entra in gioco MeteoSvizzera, che sul proprio portale scrive come «la credenza popolare non è confermata dall’analisi climatologica», anche se a volte ci azzecca. «L’analisi statistica», scrivono gli esperti dell’Ufficio federale di meteorologia e climatologia, «mostra che non esiste alcuna relazione evidente fra il tempo che impiega a bruciare il Böögg e la temperatura dell’estate sull’Altopiano svizzero. In altre parole non è possibile dimostrare alcuna capacità previsionale del pupazzo».

Carta canta

A conferma di quanto affermato, ecco alcuni dati: «Nel 2003 il Böögg esplose dopo soli 5 minuti e 42 secondi, e quella fu un’estate rovente. Infatti, prima della seconda estate più calda dall’inizio delle misure, quella del 2022, il Böögg è esploso solo dopo quasi 40 minuti. Prima della terza e quarta estate, quella del 2018 e del 2015, il Böögg era bruciato per 20 – 21 minuti prima di esplodere. In entrambe queste annate, quindi, la previsione del Böögg non si è rivelata corretta. Anche in occasione della quinta estate più calda dall’inizio delle misure, quella del 2019, il Böögg non ha indovinato, bruciando per quasi 18 minuti prima di esplodere».

Ecco perché non è un buon previsore

Il tempo che impiega il Böögg a bruciare «dipende da come è costruita la catasta di legna, dall’umidità del legname utilizzato, dalle condizioni meteorologiche del giorno del Sechseläuten e non da ultimo dal quantitativo di sostanza combustibile aggiunta per accelerare la combustione della pira». È per questo, spiega MeteoSvizzera, «che il pupazzo non è un buon previsore». Ma in ogni caso, «anche se le sue stime non hanno alcun fondamento scientifico, a Zurigo difficilmente si rinuncerà a questa tradizione». E per chi volesse iniziare a pianificare la propria estate, «una previsione più affidabile è costituita da quella stagionale di MeteoSvizzera, che grazie all’ aiuto di un modello numerico permette di prevedere l’andamento climatico con alcuni mesi d’anticipo. Dati estivi che saranno disponibili a fine maggio».