«Che genere di cultura?», folta partecipazione al convegno sulle pari opportunità

Si è svolto martedì presso l’Asilo Ciani di Lugano il primo convegno «Che genere di cultura?». L’evento – si legge in una nota stampa – «ha registrato una partecipazione numerosa e attenta, che ha confermato il forte interesse e la necessità di affrontare in modo strutturato il tema delle pari opportunità nel settore artistico e culturale». Il pomeriggio si è aperto con gli interventi della consigliera di Stato e direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti e del municipale della Città di Lugano Raoul Ghisletta, i quali hanno ribadito la necessità di un impegno da parte delle istituzioni nel promuovere un sistema culturale più equo, inclusivo e rappresentativo. L’intervento introduttivo di Rachele Santoro, Delegata per le pari opportunità, e di Roland Hochstrasser, Capo dell’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale, ha tracciato un quadro della situazione. «È emerso come persistano squilibri significativi nella distribuzione delle opportunità, in particolare per quanto riguarda l’accesso ai finanziamenti, la visibilità delle artiste e la loro presenza nei ruoli decisionali. È inoltre stata sottolineata la necessità di rafforzare la raccolta sistematica di dati».
I partecipanti
La prima sessione di seminari ha visto la partecipazione di rappresentanti di SWAN – Swiss Women’s Audiovisual Network, Helvetiarockt e della Società svizzera delle artiste delle arti visive (SSAA). I contributi hanno evidenziato l’importanza delle reti professionali nel sostenere le carriere femminili e nel contrastare dinamiche di esclusione, presentando esempi concreti di mentoring, piattaforme di visibilità e azioni di sensibilizzazione. La seconda sessione ha approfondito strumenti e approcci interdisciplinari con la presentazione de Le Carnet rose e il contributo di Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura. In questo contesto «è emersa la necessità di integrare la prospettiva di genere nelle politiche culturali in modo trasversale, sviluppando criteri di finanziamento e processi decisionali più inclusivi».
L'obiettivo
Questo primo appuntamento – nel solco di quanto previsto dal Piano d’azione cantonale per pari opportunità 2024-2027 e dalle Linee programmatiche cantonali di politica culturale 2024-2027 – segna l’avvio di un percorso condiviso che il Cantone Ticino intende sviluppare oltre, con l’obiettivo di tradurre le riflessioni emerse in misure concrete e durature.
