Chi è l'uomo «più pericoloso della Germania»

I detrattori lo chiamano in vari modi. L'uomo "più pericoloso della Germania". Il "posterboy dell'Afd". Il pericolo - secondo Der Spiegel, che nella battaglia elettorale è chiaramente schierato - sta proprio nella presentabilità di Ulrich Siegmund, la sua faccia da bravo ragazzo. Che nasconde intenzioni e programmi da estrema destra, condite con proposte più moderate e persino sociali.
Il muro che scricchiola
In Germania e non solo i riflettori sono puntati sulle elezioni di domani - domenica 6 settembre - in Sassonia-Anhalt, un Land periferico e dal peso socio-economico relativo (due milioni di abitanti, è una delle regioni più povere della Germania dell'Est) ma che politicamente sta assumendo un peso enorme: secondo tutti i sondaggi, è la prima regione in cui Alternative für Deutschland dovrebbe raggiungere una maggioranza tale da consentire di formare un governo (è data a oltre il 40 per cento). È anche la prima in cui il famoso Brandmauer, lo "spartifuoco" per cui finora tutti i partiti hanno rifiutato di allearsi con AfD, potrebbe infine cadere, per estenuazione e Realpolitik.
Il merito è, in parte, delle circostanze favorevoli - malcontento, guerra, economia, e la rendita d'opposizione accumulata proprio grazie al Brandmauer - ma anche senz'altro del candidato. Che finora ha saputo girare a suo vantaggio gli attacchi politici, e si è guadagnato la copertina del più diffuso settimanale tedesco con un titolo - "Der gefährlichsten Mann Deutschlands" - subito diventato una bandiera: il numero dello Spiegel di metà agosto è stato acquistato in massa dai sostenitori di Siegmund, che ha autografato centinaia di copie.

L'ex venditore di deodoranti
In realtà il candidato non è propriamente un volto nuovo. Trentacinque anni, Siegmund è entrato in politica durante il secondo governo di Angela Merkel unendosi al suo partito, l’Unione Cristiano-Democratica. Nel 2014 è passato ad AfD, e dal 2016 è deputato nel parlamento statale della Sassonia-Anhalt. Ex venditore di deodoranti per ambienti, negli ultimi mesi è diventato assai popolare grazie a un atteggiamento positivo e rassicurante.
A differenza dell'immagine spesso aggressiva associata alla destra radicale tedesca, Siegmund si presenta come un comunicatore misurato. Toni pacati ma decisi, linguaggio "da venditore" - un passato professionale che gli avversari hanno fatto inutilmente oggetto di scherno - ha un ottimo posizionamento digitale: i social, è stato osservato, sono stati fondamentali nel coinvolgere in campagna elettorale soprattutto l'elettorato giovane, di solito distante dalla politica regionale. Su TikTok Siegmund ha centinaia di migliaia di follower, è tra i politici tedeschi più seguiti sulla piattaforma.
Programma radicale
Dietro la facciata rassicurante, però, c'è un programma molto discusso. Affianco a proposte più presentabili - sovvenzioni ai vigili del fuoco, aiuti ai giovani nell'acquisto della prima casa - spiccano la linea dura sull'immigrazione e sulla scuola (classi separate per bambini rifugiati e disabili, programmi che promuovano la «famiglia tradizionale» e l'«amore per la patria») ma anche iniziative culturali di marcato stampo nostalgico: come la valorizzazione del Secondo Reich, di Otto von Bismarck e Friedrich Nietzsche, originari della regione, e il ridimensionamento del movimento Bauhaus, l'avanguardia architettonica già bandita durante il Nazismo.
Le ombre non mancano dunque. Anche nel passato di Siegmund, che nel 2023 era già finito al centro dell'attenzione nazionale per aver partecipato a una riunione clandestina (incontro di Potsdam) con esponenti neonazisti per parlare di piani nazionali di "remigrazione", termine che da allora entrò nel dibattito politico prima in Germania e poi in tutta Europa.
Oggi, come allora, il 35.enne "bravo ragazzo" si ritrova sulla ribalta nazionale ed europea. Come possibile primo presidente di estrema destra di un Land tedesco, dal 1945. Alla vigilia del voto una cosa appare chiara: Ulrich Siegmund non è più soltanto un politico regionale. Che vinca o perda la sfida elettorale, il suo percorso racconta l'evoluzione dell'AfD da forza di protesta a partito che ambisce apertamente a governare. E la sua candidatura è osservata con attenzione ben oltre i confini dell'ex DDR.
