"Chi sono io per giudicare un gay?"

Parlando di lobby, Papa Francesco si è anche espresso sugli omosessuali
Ats
29.07.2013 14:47

ROMA - "La lobby gay non va bene, perché non vanno bene le lobby. Circa i gay, io non giudico, se è una persona di buona volontà, chi sono io per giudicare?". "Non ho trovato carte d'identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono, credo che si deve distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby". Lo ha detto Papa Francesco, sul volo di ritorno da Rio a Roma.

Essere gay, ha aggiunto il Papa "è una tendenza, il problema è la lobby, la lobby non va bene, quella gay, quella politica, quella massonica. E la ringrazio tanto per avermi fatto questa domanda", ha concluso il Papa rispondendo a un giornalista. La domanda riguardava mons. Ricca e la lobby gay.

La curia e i suoi scandali

"La curia è un poco calata dal livello che un tempo aveva, il profilo del vecchio curiale, che lavora, che faceva il suo lavoro, dobbiamo avere di più questo, dobbiamo tornare a questo", ha detto ancora il pontefice parlando degli "scandali" in curia e del fatto che comunque oltre agli scandali in curia ci sono anche santi.

Il papa ha trovato "resistenze" in curia al suo desiderio di cambiamento e riforma? gli è stato chiesto. "Ancora non le vedo, ho trovato aiuto e gente leale, non mi piace che siano sempre d'accordo con me, un vero collaboratore è quello che ti sa dire se non è d'accordo".

"Ancora non mi sono accorto di resistenze - ha ripreso - forse ci sono, ma in 4 mesi non se ne possono trovare tante".

Le donne e la Chiesa

"Una chiesa senza donne è come il collegio apostolico senza Maria, il ruolo della donna nella Chiesa non è solo maternità e famiglia, è più forte, è l'icona della Madonna, quella che aiuta a crescere la Chiesa e la Madonna è più importante degli apostoli". Lo ha detto il Papa in volo da Rio a Roma, citando la "prospettiva di scelta rischiosa" di cui sono capaci le donne.

"Bisogna pensare le donne in questa prospettiva di scelte rischiose - ha suggerito - e finora non abbiamo fatto questo, diciamo adesso fa la chierichetta, adesso fa le letture, adesso fa la presidente della Caritas, invece bisogna fare di più", "anche a livello di teologia".

Il Papa ha ricordato che circa l'ordinazione delle donne "Giovanni Paolo II ha detto una parola definitiva e quella porta è chiusa", ha quindi ripetuto che Maria è "più importante degli apostoli e dei vescovi e di tutti, ed è questo che dobbiamo esplicitare meglio, manca una esplicitazione di questo".

I divorziati

Il tema dei divorziati risposati che non sono ammessi ai sacramenti è in agenda anche per papa Francesco, nel quadro ereditato da Benedetto XVI: elaborazione di una specifica "pastorale matrimoniale" e nullità canonica delle nozze.

Interpellato in volo da Rio a Roma se la "misericordia" di cui egli parla dall'inizio del pontificato vada applicata anche a questo problema, papa Bergoglio ha risposto che "la misericordia è un tema più grande del caso che lei pone", ha rilevato che "questo è un cambio di epoca e che ci sono anche tanti altri problemi nella Chiesa", citando tra l'altro la "testimonianza non buona di alcuni preti" e la parabola del figliol prodigo come atteggiamento di ascolto e non giudizio da avere nei confronti delle situazioni irregolari.

Papa Bergoglio ha precisato comunque che "i divorziati possono accedere ai sacramenti" e "il problema riguarda quelli che si risposano. Il prossimo sinodo dei vescovi, ha riferito papa Francesco, verterà sul modo in cui "la fede aiuta la famiglia" e quindi "siamo in cammino".

Circa i processi canonici per stabilire la nullità delle nozze, il Papa ha raccontato che l'arcivescovo Quarracino, suo predecessore a Buenos Aires, affermava che "la metà dei matrimoni sono nulli, perchè molti si sposano senza maturità, senza accorgersi". "E i tribunali ecclesiastici - ha commentato - non bastano per questo".

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