Ticino

«Chiamate shock», due arresti a Lugano

I fermati sono due giovani di 20 e 23 anni, che si sono presentati come membri delle forze dell'ordine, sostenendo che un familiare della vittima fosse coinvolto in una rapina
© Gabriele Putzu
Red. Online
29.05.2026 14:54

Sono sospettati di essere coinvolti in una tentata truffa ai danni di persone anziane tramite le cosiddette «chiamate shock» i due cittadini italiani di 20 e 23 anni residenti in Italia arrestati lo scorso 26 maggio. Determinante, secondo quanto riferiscono la Polizia cantonale e il Ministero pubblico, una tempestiva segnalazione alla Centrale comune d'allarme (CECAL). Gli immediati accertamenti e l'intervento delle pattuglie sul territorio hanno permesso di intercettarli a Lugano.

Il «modus operandi»

Il metodo utilizzato nella truffa riprende uno schema già emerso più volte in passato: i truffatori si sono presentati come membri delle forze dell'ordine sostenendo che un familiare della vittima fosse coinvolto in una rapina. Con questo pretesto, hanno richiesto con insistenza denaro e gioielli. Da segnalare infine come nelle ultime settimane si registri un'importante recrudescenza di questo genere di truffe. Informazioni e consigli di prevenzione sono disponibili consultando il seguente indirizzo: https://www4.ti.ch/di/pol-new/prevenzione/truffe/truffe-telefoniche