Vaticano

Chiesa cattolica, un’altra donna ai vertici. Leone XIV sfida i conservatori

Suor Mary Teresa Barron nominata segretaria aggiunta del Dicastero per l’Evangelizzazione - Irlandese, compirà 58 anni il prossimo 7 novembre - Il pontefice prosegue nella politica inaugurata dal predecessore argentino - La parte più progressista insiste però sul sacerdozio femminile
Papa Leone XIV. ©GIUSEPPE LAMI
Dario Campione
09.10.2026 06:00

Un’altra donna ai vertici della curia romana. Papa Leone XIV ha nominato ieri suor Mary Teresa Barron segretaria aggiunta del Dicastero per l’Evangelizzazione. Irlandese di Donegal, 58 anni il prossimo 7 novembre, Barron è la superiora generale della Congregazione delle Suore di Nostra Signora degli Apostoli ed è stata per due anni, dal 2023 al 2025, presidente dell’Unione internazionale delle Superiore generali (UISG). Dal prossimo 4 gennaio, “sister Mary” assumerà anche l’incarico di presidente delle Pontificie Opere Missionarie, oggi vacante e affidato fino all’anno scorso all’arcivescovo Emilio Nappa, chiamato da Prevost a guidare il segretariato generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Il Dicastero per l’Evangelizzazione era un tempo conosciuto come Propaganda Fide: dopo la Costituzione Praedicate Evangelium, promulgata da papa Francesco il 19 marzo 2022, ha incorporato l’allora Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione diventando un unico organismo diviso in due sezioni sotto la guida diretta del pontefice.

Barron torna quindi in Vaticano, ambiente a lei già noto dopo aver partecipato, per volontà di Bergoglio, al doppio sinodo sulla sinodalità del 2023 e 2024 e lavorerà a fianco del pro-prefetto, il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, e del segretario, l’arcivescovo nigeriano Fortunatus Nwachukwu.

Le donne in Vaticano

La nomina di suor Barron aumenta la presenza di donne in importanti ruoli in Vaticano. Già sotto il pontificato di Francesco, suor Simona Brambilla era stata nominata prefetta del Dicastero per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica, e suor Raffaella Petrini presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Non solo: Barbara Jatta è la presidente dei Musei Vaticani; suor Nathalie Becquart è sotto-segretaria della Segreteria generale del Sinodo; suor Helen Alford presiede, invece, la Pontificia Accademia delle Scienze.

Leone XIV ha proseguito e ampliato l’indicazione del predecessore di rafforzare la presenza femminile in Curia, incurante delle proteste e dei mugugni di molti cardinali e vescovi conservatori.

La sua prima nomina, nel maggio dello scorso anno, pochi giorni dopo l’elezione, riguardò una donna: suor Tiziana Merletti, insediata come segretaria del Dicastero per la Vita consacrata. Il Papa statunitense ha poi scelto altre due donne come capi Dicastero: suor Alessandra Smerilli al Servizio dello Sviluppo umano integrale e Montserrat Alvarado alla Comunicazione. Quest’ultima, prima donna laica nella storia della Chiesa a guidare - da novembre - un Dicastero vaticano.

Opinioni discordi

Come spesso accade, ai conservatori che contestano duramente le nomine femminili ai vertici dei Dicasteri, si contrappongono i progressisti che giudicano le stesse nomine ancora insufficienti.

La teologa Phyllis Zagano, docente alla Hofstra University di Hempstead (New York), considerata la maggiore esperta mondiale della storia delle donne nel diaconato cristiano - fu anche nominata da Francesco nella Commissione pontificia per lo studio del diaconato delle donne (2016-2018) - ha scritto alla fine di settembre sul National Catholic Reporter: «Quasi un anno dopo che papa Leone XIV disse a una riunione dei leader dei gruppi sinodali che il problema di includere le donne nella gestione e nel ministero della Chiesa cattolica era essenzialmente una questione culturale, c’è stato poco movimento su questo tema nelle diocesi di tutto il mondo. A complicare le cose, le donne sono trattate come di seconda categoria in molte società laiche e la Chiesa, pur essendo controculturale sotto molti aspetti, sostiene tali ostacoli per le donne. Significativamente, poiché la Curia ha aggiunto donne a posizioni dirigenziali importanti, la ringhiera dell’altare rimane un ostacolo per le donne nel ministero liturgico».

Eppure, basterebbe dare una veloce occhiata al portale dell’ex vaticanista RAI Aldo Maria Valli, una delle voci più critiche tra i cattolici conservatori, per comprendere l’ostilità di una parte della Chiesa per le decisioni di Francesco e del suo successore relative alle nomine di donne ai ruoli di vertice della curia.