Riconoscimenti

Cinema svizzero, premio d'onore al ticinese Villi Hermann

In 50 anni di carriera, il regista, sceneggiatore e produttore ha profondamente segnato il cinema elvetico – La giuria elogia l'opera di un «grande cineasta»
Ats
24.02.2026 11:04

Il regista, sceneggiatore e produttore ticinese Villi Hermann si aggiudica il Premio d'onore del cinema svizzero 2026. In 50 anni di carriera, Hermann ha profondamente segnato il cinema elvetico, indica in una nota odierna l'Ufficio federale della cultura (UFC).

La giuria elogia l'opera di un «grande cineasta». Hermann, nato a Lucerna nel 1941 da padre svizzerotedesco e madre ticinese, viene ricompensato per la sua forza nel «rigenerare il cinema svizzero in lingua italiana, contribuendo a delinearne l'identità», si legge nella nota.

Hermann si forma dapprima alla Scuola di Belle Arti di Lucerna, a Krefeld, in Germania, e a Parigi, orientandosi inizialmente verso la pittura. Si reca poi a Londra dove frequenta la London Film School.

Hermann, molto sensibile alle questioni sociali, inizia la sua carriera negli anni '70 con pellicole al crocevia fra documentario e film di finzione. Crea sempre opere che si occupano della realtà che lo circonda: dai frontalieri agli operai, passando dagli artisti. A partire dal 1976 Hermann lavora con il Filmkollektiv di Zurigo con il quale (co)produce diversi suoi film.

Il suo primo lungometraggio «San Gottardo» (1977), girato durante la costruzione della galleria autostradale e presentato al Festival di Cannes, si aggiudica il Pardo d'argento al Locarno Film Festival.

Negli anni '80 Hermann porta i suoi film alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e alla Berlinale. Fra le sue pellicole più note si citano «Matlosa» (1981), «Innocenza» (1986) e «Bankomatt» (1989).

Negli anni 1970 i suoi genitori si trasferiscono a Beride, in Malcantone. Nel 1981, l'84enne ticinese fonda la casa di produzione Imagofilm Lugano, attiva ancora oggi.

Inizialmente volta a produrre unicamente sue pellicole, si è poi estesa negli anni 2000 per sostenere produzioni cinematografiche di registi ticinesi emergenti, fra cui Erik Bernasconi e Niccolò Castelli, direttore artistico delle Giornate di Soletta. Hermann contribuisce così «in maniera determinate alla nascita di una 'nuova onda' del cinema ticinese», precisa la nota.

Fra i suoi lavori più recenti c'è il documentario «Flavio Paolucci. Da Guelmim a Biasca» (2024), un ritratto dell'omonimo pittore-scultore svizzero, originario della Val di Blenio.

Il regista riceverà il Premio d'onore del cinema svizzero nel corso di una cerimonia che si terrà il 27 marzo al Kongresshaus di Zurigo.