Estate

Cinque stelle o campeggio, per i ticinesi (forse) non ci sono mezze misure

Stando a uno studio il numero di svizzeri che dispongono di budget elevati per le vacanze è in calo. Leonardi (Kuoni): «Ticino spaccato in due, nel Sottoceneri si tende ad avere budget più elevati, nel Sopraceneri si opta per opzioni low cost» - Intanto per i campeggi ticinesi «la stagione è iniziata molto bene»
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Il suono delle ultime campanelle segna anche quest’anno la fine delle lezioni scolastiche e l’arrivo delle vacanze estive ormai alle porte. Dalle spiagge del Mediterraneo alle mete montane, sono migliaia gli svizzeri pronti a partire per queste meritate ferie. Proprio parlando di viaggi, stando a un recente studio la percentuale di svizzeri che spende più di 6'000 franchi all'anno è passata dal 19% del 2025 all'11,9%. In aumento, per contro, sia chi spende tra i 2'001 e i 4'000 franchi, sia chi paga tra i 4'001 e i 6'000 franchi. E nel nostro Cantone? Il Ticino sembra andare a due velocità.

«A livello cantonale i nostri clienti superano come media i 6’000 franchi a viaggio», ci spiega Giancarlo Leonardi, responsabile vendite Kuoni Ticino, sottolineando che spesso una distinzione doverosa è, a livello regionale, quella tra Sopra e Sottoceneri: generalmente infatti se a sud si tende ad avere budget più elevati, a nord si opta spesso per opzioni più low cost. L'esperto, inoltre, mette l’accento sull’individualità delle scelte dei suoi clienti, evidenziando quanto sia difficile generalizzare a un solo «modello» di abitudini di viaggio, «i clienti decidono in cosa investire in base alle loro esigenze, alcuni per esempio scelgono un'opzione low cost per il volo aereo ma poi investono in un hotel a cinque stelle».

Tra i vacanzieri c'è anche chi predilige un'esperienza più «on the road» e  sceglie di pernottare nei campeggi ticinesi. «Si prospetta un'estate di ottimo livello», ci dice Simone Patelli, presidente dell'Associazione Campeggi Ticinesi, sottolineando che «la stagione è iniziata molto bene a partire da Pasqua». A livello di numeri, «fino ad oggi siamo al di sopra della media dello scorso anno, ma un ruolo fondamentale lo giocherà la meteo».

Ad influire su questi dati anche la situazione geopolitica internazionale, che «porta le persone a restare volentieri in Svizzera, un Paese accogliente, sicuro e curato», aggiunge Patelli. Per Leonardi, invece, il discorso è differente. «Le agenzie di viaggio hanno iniziato bene l’anno ma a fine febbraio (con l'attacco congiunto di Usa e Israele contro l'Iran ndr) c’è stato un botto e questo ha influito sul piacere delle persone nel prenotare e partire, sarà difficile riprenderci. Il settore dei viaggi è sempre sotto l’influsso di fattori geopolitici, il nostro lavoro è proprio quello di adattarci alla situazione mondiale e allo stato d’animo delle persone». La paura di spingersi oltre oceano, dettata dalla situazione mondiale instabile, ha in questo caso influito sul tipo di mete favorite dai ticinesi per questa estate. «Abbiamo avuto più richieste per mete vicine come Italia, Spagna o paesi del Nord, rispetto agli anni scorsi», continua il responsabile vendite di Kuoni Ticino. Mentre nei campeggi ticinesi «si parla sempre di un 75% di ospiti confederati, anche se si sta registrando un ritorno dei turisti tedeschi». Questo «anche perché in Italia e Croazia, concorrenti molto forti per il settore dei camping, i prezzi sono aumentati», evidenzia Patelli. A livello di scelte, invece, «i van hanno registrato una crescita, mentre il numero di chi dorme in tenda è diminuito».

Parlando di mete lontane, infine, il 2026 «non è l’anno degli Stati Uniti», conclude Leonardi, affermando che le richieste hanno scarseggiato, soprattutto per via dei costi troppo elevati. Nonostante la Coppa del mondo di calcio, evento di fama mondiale, si stia svolgendo anche sul suolo USA «diverse agenzie sportive hanno notato che la richiesta è minore rispetto ad altri anni in cui il paese ha ospitato eventi sportivi di questo rango».