Svizzera

Cinque temi in votazione il 28 febbraio, dalla cittadinanza al nucleare

Saranno ben cinque i temi federali su cui si dovranno esprimere in votazione i cittadini il 28 febbraio 2027 – Si voterà anche sul divieto di importazione di foie gras e sul conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro
© Gabriele Putzu
Ats
28.10.2026 14:39

Saranno ben cinque i temi federali su cui si dovranno esprimere in votazione i cittadini il 28 febbraio 2027. Lo ha deciso il Consiglio federale nella sua seduta odierna. Fra i vari argomenti vi saranno il nucleare e il diritto alla cittadinanza.

Il primo tema in votazione è l'Iniziativa popolare «Sì al divieto di importazione di foie gras» (Iniziativa foie gras). Come si può evincere dal titolo, il testo mira a vietare l'importazione di foie gras e di prodotti derivati. Secondo le Camere federali, l'iniziativa popolare va respinta a favore di un controprogetto che propone misure per rafforzare l'etichettatura e diminuire le vendite.

La popolazione dovrà poi esprimersi sull'Iniziativa popolare «Per un diritto di cittadinanza moderno» (Iniziativa per la democrazia). In questo caso l'obiettivo è arrivare a una regolamentazione uniforme della naturalizzazione ordinaria a livello nazionale, riducendo i requisiti. La naturalizzazione avverrebbe dopo cinque anni di soggiorno legale in Svizzera. Il Parlamento si è opposto al progetto.

Si voterà pure sul Decreto federale del 19 giugno 2026 che approva l'Accordo di partenariato economico tra gli Stati dell’AELS e la Malaysia. Sull'intesa è stato presentato un referendum, promosso da un'alleanza composta da organizzazioni della società civile, dal PS e dai Verdi. Il comitato ha presentato alla Cancelleria federale 60'347 firme, di cui 59'866 valide, ben oltre le 50mila necessarie.

Bisognerà poi esprimersi anche sulla Modifica del 19 giugno 2026 della legge federale sull'energia nucleare (LENu), uno dei temi più controversi. Il punto centrale è la revoca del divieto di costruire nuove centrali atomiche. Anche in questo caso è stato lanciato un referendum, che si oppone alla costruzione di nuove centrali.

Secondo la coalizione «No alle nuove centrali nucleari», che riunisce i Verdi, il PS, il PVL, una parte del Centro e una trentina di organizzazioni come l'Associazione traffico e ambiente (ATA), il WWF, Greenpeace, Pro Natura e Swissolar, con questo progetto governo e Parlamento ignorano la volontà popolare. A suo avviso infatti, i cittadini si sono già chiaramente espressi a tre riprese a favore di un futuro basato sulle fonti rinnovabili.

Infine gli aventi diritto si esprimeranno sulla modifica del 19 giugno 2026 della legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (Conferimento del carattere obbligatorio generale ai salari minimi inferiori ai salari minimi cantonali). Secondo la modifica in futuro i salari minimi fissati nei contratti collettivi di lavoro (CCL) dichiarati di obbligatorietà generale dovranno prevalere su quelli stabiliti a livello cantonale.

Anche in questo caso un comitato di oppositori - sindacati col sostegno di PS e Verdi - ha lanciato un referendum. Secondo il fronte contrario, che ha parlato di attacco a tutti i lavoratori con salari bassi, nei Cantoni e nelle Città in cui i salari minimi sono già stati approvati, ma non ancora introdotti, decine di migliaia di persone non potrebbero beneficiarne. Al referendum si sono uniti anche Neuchâtel e Ticino.