Il caso

Code infinite ai benzinai, la crisi del carburante colpisce la Russia

I ripetuti attacchi con droni sulle infrastrutture petrolifere russe hanno fatto diminuire la benzina nel Paese di circa il 25% su base annua – L'estate e il raccolto agricolo rendono la situazione ancor più tesa
© AP Photo/Pavel Bednyakov
Red. Online
09.07.2026 18:30

Il carburante in Russia scarseggia sempre di più. E la situazione, in alcune località si fa sempre più tesa. Gli effetti della guerra in Ucraina, in corso ormai da più di quattro anni, sono infatti sempre più evidenti, come dimostra quanto accaduto nel fine settimana.  Sabato sera, a causa della crescente frustrazione per la carenza di benzina, nella città siberiana di Ust-Ordynsky si è addirittura verificato uno scontro. Un serpentone di auto ha trascorso cinque ore in attesa di potersi rifornire alla stazione di servizio. Tra queste, un'Audi Q7 ha superato le altre vetture incolonnate, dirigendosi alle pompe di benzina. Una mossa che ha scatenato l'ira degli automobilisti, che hanno iniziato a urlare e a protestare, fino a quando un agente di polizia ha estratto una pistola per calmare la folla. 

Questo episodio, come sottolinea il Guardian, non fa altro che confermare le difficoltà della Russia nel reperire il carburante, anche lontano dal fronte. A seguito dei ripetuti attacchi con droni ucraini sulle infrastrutture petrolifere russe, la produzione di benzina nel Paese è diminuita di circa il 25% su base annua. I raid hanno infatti colpito e danneggiato circa un terzo della capacità di raffinazione petrolifera nazionale. E con l'arrivo delle vacanze estive e del raccolto agricolo, i benzinai faticano sempre più a soddisfare la domanda. 

Le prime tensioni sulla carenza di carburante risalgono a maggio, inizialmente nella Crimea occupata. Nel giro di poche settimane, si sono estese in quasi tutta la Russia. In poco tempo, insomma, la crisi del carburante è diventata una delle conseguenze economiche della guerra più pesanti sulla popolazione. Come sottolinea, ancora, il Guardian, i filmati degli automobilisti in coda per ore per far benzina sono in forte contrasto con le immagini dipinte dal presidente russo. Putin, infatti, sostiene che la vita della popolazione sia rimasta invariata, nonostante il conflitto in corso e nonostante le sanzioni occidentali che hanno colpito il Paese. 

Le lunghe code ai benzinai, però, raccontano un'altra storia. La situazione, scrive il Guardian, è invece così grave che la scorsa settimana i funzionari russi hanno ammesso di star valutando la possibilità di importare carburante da Bielorussia, Kazakistan e India. Una decisione insolita per un Paese che, di norma, è uno dei maggiori esportatori mondiali di prodotti petroliferi raffinati. Di più, il governo russo starebbe anche considerando l'ipotesi di allentare temporaneamente gli standard di qualità del carburante, così da permettere alle aziende di produrre benzina e gasolio di qualità inferiore, ma di soddisfare più persone possibile. 

È ancora presto, tuttavia, per stabilire come evolverà la situazione. A detta degli analisti, l'impatto a lungo termine della carenza di carburante dipenderà in gran parte dalla capacizà dell'Ucraina di sostenere la sua campagna contro le infrastrutture petrolifere russe. A inizio settimana, i droni ucraini hanno colpito la raffineria di Omsk, nella Siberia occidentale, in quello che secondo le prime analisi sembra essere il più grande attacco sferrato finora da Kiev contro le infrastrutture energetiche russe. 

Nel frattempo, gli effetti sulla vita quotidiana e sull'economia russa diventano sempre più concreti. «Non avrei mai immaginato che avremmo dovuto razionare il carburante», ha confessato al Guardian una donna impiegata in un'azienda di logistica di Irkutsk, una delle città siberiane più colpite dalla carenza. Parallelamente, diversi camion della compagnia, carichi di merci, sono rimasti bloccati per cinque giorni fuori dalla città di Chita, dal momento che gli autisti non riuscivano a trovare il carburante. Anche i tassisti hanno abbandonato le strade. Secondo quanto hanno dichiarato i rappresentanti del settore al quotidiano economico russo Kommersant, la crisi del carburante ha ridotto le corse di circa il 20%. 

E non finisce qui. La carenza di carburante ha dato origine a un mercato nero. Un fenomeno che non si vedeva dai tempi successivi alla caduta dell'Unione Sovietica. Come si legge su Novaya Gazeta, la benzina ora viene pubblicizzata apertamente su Telegram e su siti di compravendita.