Coleottero giapponese, parte la campagna nazionale: «Controllate auto e bagagli»

Confederazione e Cantoni lanciano oggi una campagna di sensibilizzazione al grande pubblico volta a frenare la diffusione al nord delle Alpi del coleottero giapponese, che rappresenta una grave minaccia per agricoltura, ortoflorovivaismo e ambiente.
In Ticino e Bassa Mesolcina già diffuso
Nonostante in alcune zone - come nella Bassa Mesolcina (GR) e in Ticino, ad eccezione delle valli superiori - non sia più possibile eradicare la Popillia japonica (questo il nome scientifico dell'insetto), le misure adottate dai Cantoni e dai professionisti del settore si sono dimostrate efficaci nel rallentarne la diffusione, si legge nella documentazione pubblicata dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). Tale frenata è fondamentale per limitare i danni a nord del San Gottardo, del San Bernardino (GR) e del Sempione (VS), dove la presenza del coleottero giapponese è solo sporadica. «Dobbiamo assolutamente fare tutto il possibile per rallentare la diffusione» di questo infestante. Il suo potenziale di danno è stimato in diverse centinaia di milioni di franchi all'anno, ha sottolineato in una conferenza stampa a Berna Christian Hofer, direttore dell'UFAG.
Identificato per la prima volta a Stabio nel 2017
L'insetto è stato identificato per la prima volta in Svizzera nel 2017, nei pressi di Stabio. Da allora si è diffuso rapidamente a sud delle Alpi. Lo scorso anno ha causato per la prima volta danni economici considerevoli. Anche a nord del San Gottardo sono presenti piccole popolazioni isolate, per lo più lungo le principali arterie di traffico. Attualmente, a nord delle Alpi, la Confederazione sta ancora attuando una strategia di eradicazione: le piccole popolazioni del coleottero vengono eliminate con diversi metodi. A sud delle Alpi si applica invece una strategia di contenimento, con l'obiettivo di rallentare la diffusione dell'animale e ridurre i danni.

Controllare bagagli e automobile
Non è affatto casuale che le autorità diano avvio all'iniziativa in concomitanza con il lungo fine settimana dell'Ascensione. Il rischio di diffusione cresce notevolmente a causa dell'aumento degli spostamenti di turisti tipico della bella stagione: l'insetto adulto può infatti venire trasportato involontariamente nei veicoli e nei bagagli, in particolare lungo gli assi sud-nord. La campagna proseguirà fino a metà agosto.
Chi rientra da zone infestate - oltre a Ticino, Mesolcina e versante meridionale del Sempione le autorità menzionano l'Italia settentrionale - prima di mettersi in viaggio è invitato a controllare attentamente borse, valige e l'automobile. Malgrado la somiglianza con specie autoctone, l'adulto è facilmente riconoscibile grazie alla presenza di cinque ciuffi di peli bianchi ai lati dell'addome e di altri due sull'ultimo segmento addominale.

Nell'informativa dell'UFAG, che verrà diffusa lungo gli assi sud-nord, nelle stazioni, nelle stazioni di carico ferroviario, nelle zone turistiche del Ticino e nella stampa in rete, viene anche chiesto di evitare di parcheggiare direttamente accanto ai vigneti: è lì che i coleotteri amano particolarmente sostare. I finestrini delle auto posteggiate vanno inoltre tenuti chiusi.
La loro presenza va segnalata
I coleotteri trovati sono da eliminare e la loro presenza va segnalata al servizio fitosanitario cantonale competente. «La cosa migliore è schiacciarlo o chiuderlo in un contenitore ermetico», ha detto Andreas von Felten, del controllo fitosanitario all'UFAG. Per la segnalazione alle autorità di individui trovati a nord delle Alpi è necessario, prima di sopprimerli, scattare una foto dell'insetto e annotare il luogo esatto del ritrovamento.