«Collaborare non è uno slogan», l'impronta di Casanova sull'AITI

Collaborazione, dialogo e capacità di fare sistema. Sono questi i valori attorno a cui Nicoletta Casanova ha costruito il suo primo intervento da presidente di AITI, pronunciato ieri a Lugano durante la 64. assemblea generale dell’associazione. Nel suo discorso Casanova ha richiamato la necessità di leggere il futuro del Ticino in chiave collettiva, osservando che «oggi la competizione non si gioca più tra aziende dello stesso territorio, ma tra ecosistemi» e che il futuro del cantone dipenderà «dalla capacità di collaborare». Parola abusatissima, svuotata quasi di senso. Casanova ne è perfettamente cosciente. Eppure, da qui bisogna passare per vincere la partita, per rendere più efficiente e virtuoso il sistema. Serve collaborazione per dare una direzione diversa a un modo di concepire l’azione economica, politica e sindacale troppo spesso improntato a «frammentazione, polarizzazione e chiusura su sé stessi», ha osservato Casanova. A imporlo è la velocità del cambiamento, ma anche il pragmatismo, che premia le soluzioni condivise. «Dobbiamo avere il coraggio di superare le barriere, valorizzare le sinergie e, quando serve, accettare il compromesso come strumento di progresso». Il punto di partenza, tuttavia, deve restare l’ascolto: lo stesso approccio che Casanova ha scelto di adottare nel suo primo anno da presidente.
Realtà virtuose
«Entrando nelle aziende, nei capannoni, negli uffici tecnici e nei laboratori, scopro ogni giorno un Ticino diverso da quello spesso raccontato, un Ticino di grande valore. E in questi mesi ho incontrato imprenditori, collaboratori, apprendisti e famiglie. Ho visto un’industria che non corrisponde alla narrazione dominante nei gremi più importanti del cantone». Ecco, la conoscenza e l’ascolto necessari alla collaborazione. Quella che dovrebbe servire per rompere gli schemi narrativi: «Nel dibattito pubblico – che sia in televisione, sui giornali o in Gran Consiglio – termini come dumping, sfruttamento, precarietà o bassi salari vengono spesso e in modo sistematico associati al nostro tessuto economico», ha chiosato Casanova. «Come se questo fosse il tratto dominante di chi ogni giorno si impegna per creare valore, occupazione e innovazione nel nostro cantone. Come se chi crea valore fosse più spesso parte del problema che della soluzione».
«Disallineamento pericoloso»
Ascoltare e capire, dunque, per ridurre la distanza crescente tra realtà e mistificazione. «Chi conosce la nostra economia sa che questa è una rappresentazione incompleta e distorta. Attenzione, però», ha aggiunto subito Casanova. «Questo disallineamento è pericolosissimo, in quanto rende difficile, talvolta impossibile, costruire soluzioni per aumentare il benessere di cantone e cittadini». Di qui, il compito che AITI si è data sotto la nuova presidenza: «Riallineare questa percezione irragionevole e insidiosa alla realtà dei fatti». Un obiettivo che, nelle parole di Casanova, è diventato una vera e propria «bussola di lavoro» per ridefinire la strategia dell’associazione stessa. Con questo obiettivo, AITI ha quindi «rafforzato il dialogo con istituzioni, associazioni economiche e mondo sindacale». Al centro del ragionamento, una convinzione netta: «Economia e società non sono mondi separati». Al contrario, l’economia è parte della società e, «in termini di creazione di valore e benessere collettivo, è la parte fondamentale». È chiaro: serve la convinta e sincera collaborazione di tutti, ha detto: «Da parte delle aziende. Della politica. Delle istituzioni. Della società nel suo insieme».
«Piattaforma di dialogo»
Lo sguardo di Casanova non ha fatto sconti, neppure in casa propria: «In questo contesto, le associazioni economiche sono chiamate a giocare un ruolo di primattore: devono essere facilitatrici di dialogo e di costruzione di visione. Non spettatrici. Non megafoni. Ma piattaforme di lavoro». Per affrontare con successo i profondi cambiamenti che nei prossimi anni coinvolgeranno l’intero territorio, sospinti dall’avanzata dell’intelligenza artificiale e della robotica, ciascuno dovrà fare la propria parte. «Possiamo scegliere se subire questo cambiamento oppure guidarlo e promuoverlo in modo sostenibile. Ma tutto questo richiede condizioni quadro adeguate, coraggio e senso di responsabilità», ha concluso. Per questi motivi, la parola «collaborazione non è uno slogan», ha detto, ma una «scelta operativa, un approccio al lavoro quotidiano»
Così lontani, così vicini
La parte pubblica dell’assemblea è poi proseguita con un’intervista, a cura del direttore di AITI Stefano Modenini, a due figure professionali apparentemente lontane ma, a conti fatti, molto vicine nel modo di intendere la gestione dello spazio lavorativo. Paolo Merlani, direttore sanitario dell’Ospedale regionale di Lugano, e Nicola Tettamenti, CEO di Tecnopinz e presidente di Swissmechanic, hanno raccontato la loro esperienza, mostrando come sia indispensabile il valore della componente umana e relazionale nella scelta dei collaboratori e nel successo del gruppo stesso.
Trent’anni di Teleticino
Dopo il colloquio con gli ospiti, il programma si è concluso con la consueta cerimonia dedicata agli anniversari delle imprese associate ad AITI. Tra le realtà insignite di una targa anche Teleticino, premiata per i suoi 30 anni di attività. «Con un pizzico di emozione, avendoci lavorato per 15 anni, invito sul palco Fabio Soldati, presidente della Società editrice Corriere del Ticino, e Sacha Dalcol, direttore di Teleticino», ha annunciato Simona Galli, responsabile della comunicazione di AITI.
