Commerciante condannato per aver fornito merci alla Russia

Il Tribunale penale federale (TPF) ha condannato un commerciante a una pena detentiva sospesa di 16 mesi per aver fornito alla Russia merci destinate presumibilmente a un programma di armamenti di distruzione di massa. L'uomo, prossimo ai 63 anni, si è reso colpevole di molteplici violazioni aggravate e tentate violazioni della legge sul controllo dei beni a duplice impiego, si legge nella sentenza pubblicata oggi.
Per 4 anni fornito materiale alla Russia
Per quattro anni egli ha fornito e offerto a due uomini accreditati presso la rappresentanza commerciale russa a Berna prodotti commercializzati dal suo datore di lavoro, un'azienda che rifornisce materiale da laboratorio e prodotti medici e farmaceutici.
Prodotti per un valore di 934mila franchi
In Russia sono giunte merci per un valore di 75'000 franchi, ma complessivamente l'uomo ha offerto prodotti per un valore di 934'000 franchi. Le transazioni sono terminate grazie all'intervento delle autorità, che nel 2024 vi hanno posto fine.
Mai chiesto un'autorizzazione all'esportazione
Stando all'atto d'accusa, l'uomo incontrava i russi presso la sede dell'azienda per cui lavorava, in un centro commerciale, in un negozio di bricolage e in altri luoghi a Basilea e dintorni. Per le sue operazioni non ha mai chiesto un'autorizzazione all'esportazione, che non avrebbe comunque potuto ottenere in base alla legge.
Rito abbreviato
Nel caso in esame è stato applicato il rito abbreviato, procedimento possibile quando l'imputato ammette i fatti. Il giudice unico ha stabilito che la pena detentiva richiesta dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è adeguata. Il 63enne dovrà inoltre pagare un risarcimento di 60'000 franchi alla Confederazione e sostenere le spese processuali, pari a circa 8900 franchi.