Como e Varese sostengono Lugano capitale culturale

È un sostegno inaspettato, anche se, a ben guardare non lo è davvero fino in fondo. Soprattutto pensando al concetto che ruota attorno alla candidatura di Lugano per diventare nel 2030 la capitale nazionale della cultura: ovvero la «Svizzera vista da sud». Perché Lugano, oltre a essersi candidata con Mendrisio e Locarno, allargando quindi i confini comunali verso una collaborazione culturale integrata, ha incassato anche l’appoggio delle cittadine italiane confinanti di Varese e Como. Tre città ticinesi per una candidatura, quindi. A cui si aggiungono anche due città italiane, che hanno manifestato il loro interesse e sostegno a collaborare. Un sostegno non scontato. Che permette alla candidatura di Lugano, Locarno e Mendrisio di allargare ulteriormente il suo campo d’azione e il suo ritorno d’immagine. Perché l’unione, dice un vecchio adagio, fa la forza. E la Città spera di centrare l’obiettivo, dimostrando di essere in grado di fare rete in Ticino, ma anche al di là del confine. «L’appoggio e il sostegno di Como e Varese è un valore aggiunto fondamentale - spiega il vicesindaco e capo Dicastero cultura, sport ed eventi, Roberto Badaracco - anche perché la «carta» della cultura non può essere giocata da soli, ma occorre aprirsi e collaborare, guadagnando così ancora più valore».
Sollecitati dalla Città, Como e Varese hanno insomma aderito «con entusiasmo» al progetto di candidatura, immaginando già collaborazioni e connessioni in vista del 2030, ma anche sviluppando quelle già in essere in Ticino. «Varese si è riferita in particolare alla gestione e alla valorizzazione dell’Archivio del Moderno di Mendrisio», precisa Badaracco. Oltre a essere un archivio, il Moderno è infatti anche un centro per lo studio dell’architettura che opera nell’ambito della storia dell’architettura, dell’ingegneria, del territorio, del design e delle arti visive ed è parte della costellazione dell’Università della Svizzera italiana (USI). Da parte sua Como si è detta invece, tra le altre cose, «disponibile a collaborazioni tra le nostre istituzioni culturali e le loro per sviluppare i rispettivi territori», aggiunge il vicesindaco.
Il concetto di candidatura
Con il concetto «Svizzera vista da sud», presentato con il dossier di candidatura, si intende in particolare valorizzare l’italianità diffusa, mirando a federare al Ticino le comunità italofone in Svizzera. Il programma proposto, nel concreto, «propone un ecosistema culturale che integra tradizioni locali e innovazione globale, trasformando il sud in un laboratorio di nuove forme di partecipazione culturale e di riflessione sulle sfide contemporanee», si legge nel dossier di inoltrato a fine dicembre. Per raggiungere questo obiettivo sono stati individuati quattro assi tematici: lentezza nella velocità, natura e sostenibilità, cultura, salute e benessere e umanizzazione del digitale.
