Comparto di Cornaredo, «un miliardo di promesse, un milione di metri cubi di cemento»

Continuano le discussioni attorno al rilancio del comparto di Cornaredo. In un'interpellanza inoltrata al Municipio, i consiglieri comunali Sara Beretta Piccoli (PVL), Carlo Zoppi (PS), Tamara Merlo (Più Donne), Luisella Petrini Fumasoli (Avanti con Ticino e Lavoro) e Angelo Petralli (Il Centro) deplorano come a distanza di oltre vent'anni dall'avvio di quel piano ambizioso, «lo scenario che si presenta oggi agli occhi dei cittadini è radicalmente diverso, se non opposto, alle visioni idilliache contenute nel Masterplan originario». Ci troviamo di fronte «a una densificazione estrema, dove gli unici cambiamenti tangibili e portati a termine sono una serie di complessi edilizi privati, percepiti da gran parte della popolazione come "esagerati" e decontestualizzati». L'esempio più lampante «è la torre che sta sorgendo a ridosso della galleria Vedeggio-Cassarate: un colosso di 15 piani e circa 45 metri d'altezza che si staglia come il simbolo di una verticalizzazione forzata, la quale sembra rispondere più a logiche di profitto speculativo che a una reale e ponderata necessità abitativa di qualità».
La bocciatura della rotonda
Questo slancio edificatorio dei privati, secondo gli interpellanti, stride violentemente con il «parallelo e fragoroso» fallimento del comparto pubblico. La recente bocciatura della maxi-rotonda sul Cassarate da parte del Tribunale federale «non rappresenta un semplice intoppo burocratico, ma la rimozione del cuore pulsante dell'intero progetto PTL per l'area». Senza questo snodo cruciale, «la tanto decantata mobilità sostenibile — fatta di percorsi ciclabili protetti e collegamenti pedonali sicuri — è rimasta mestamente confinata sulla carta, mentre il traffico veicolare continua a congestionare la zona senza alcuna valvola di sfogo efficace».
«Le promesse dimenticate»
All'epoca della domanda di costruzione del progetto «Parco Cornaredo» del Gruppo ArtiSa - si ricorda nell'atto parlamentare - l'opera era stata venduta alla cittadinanza non solo come complesso residenziale, ma come un polo sinergico tra pubblico e privato. In particolare, erano state promesse due strutture sportive fondamentali sotto agli edifici: una pista di ghiaccio privata interrata per l'allenamento delle società di settore e uno stand di tiro interrato per la Civici Carabinieri Lugano. Ad oggi, mentre i blocchi abitativi sono stati completati e messi a reddito, «di queste strutture sportive e delle relative sinergie sociali non v'è traccia. Il sospetto è che tali contenuti siano serviti solo come "foglia di fico" per ottenere licenze edilizie agevolate e per ammorbidire l'impatto di un'edificazione massiccia».
Le domande
Gli interpellanti chiedono quindi al Municipio quanti, degli investimenti previsti dal Piano dei Trasporti del Luganese dell’ordine di 1 miliardo di franchi, sono stati effettivamente spesi nel comparto Nuovo Quartiere Cornaredo (NQC) e per quali opere specifiche. Si domanda altresì all'Esecutivo come giustifica il fatto che, a fronte di simili investimenti pubblici miliardari, «gli unici risultati visibili siano palazzi di 15 piani e un aumento della densità abitativa, mentre le opere di mobilità dolce e di riqualifica urbana sono in gran parte ferme o stralciate». Essendo la maxi-rotonda il perno del PTL per Cornaredo, gli interpellanti vogliono anche sapere come il Municipio intende recuperare la visione di «mobilità sostenibile» ora che il Tribunale federale ha rigettato tale opera, e qual è l'alternativa per evitare che il miliardo investito non si traduca solo in un vantaggio per i promotori privati.
Gli altri interrogativi posti:
