Berna

Concessione SSR, rischia meno lo sport dell’intrattenimento

Si apre il dibattito sulla futura licenza radiotelevisiva: il focus sarà sull’informazione, la cultura e la formazione – Serie TV e film esteri potrebbero pagare il prezzo più caro dal 2029 – Candinas: «Bisogna valorizzare le produzioni svizzere» – Rutz: «C’è molto margine di manovra»
© CdT/Gabriele Putzu
Luca Faranda
Giona Carcano
10.03.2026 06:00

«La SSR dovrà orientare maggiormente il suo mandato all’informazione, alla formazione e alla cultura. Nei settori dell’intrattenimento e dello sport, la SSR si concentrerà sulle aree non coperte da altri fornitori, mentre l’offerta online si focalizzerà maggiormente sui contenuti audio e audiovisivi». Ecco come dovrà essere l’offerta della SSR quando dal 1. gennaio 2029 il canone radiotelevisivo scenderà a 300 franchi (ci sarà una tappa intermedia a 312 franchi dal 2027). A indicarlo chiaramente è il Consiglio federale, che già nel 2022 aveva stabilito i «principi di base» della futura concessione della Società svizzera di radiodiffusione.

Ora, il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni sta elaborando il progetto della nuova concessione, che sarà inviato in consultazione nella primavera (o nell’estate) del 2027, ci spiegano dall’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM). Il dibattito sui contenuti, però, sta già iniziando. Ed è chiaro che i servizi di informazione resteranno il punto centrale del mandato della SSR: in base all’attuale concessione, almeno la metà delle entrate derivanti dal canone è destinata a tale scopo.

I conti in tasca

La ripartizione dei costi dei contenuti dei programmi, stando ai dati del 2024 pubblicati dalla SSR, indicano che 609,2 milioni di franchi vengono investiti nell’informazione (il 41%), altri 260,8 milioni (17%) riguardano cultura, società e informazione, mentre 90,6 milioni di franchi (6%) sono destinati all’ambito «musica e giovani». Restano gli ultimi due settori: 227 milioni di franchi sono destinati allo sport (il 15% del totale), mentre 317 milioni (pari al 21%) sono utilizzati per l’intrattenimento. È proprio su questa fetta da 554 milioni di franchi che si giocherà principalmente la partita sulla concessione. Questi due ambiti, fruibili sempre più su piattaforme «on demand» e tramite servizi «pay-per-view», sono di riflesso anche quelli su cui puntano più i riflettori i media privati. E, spesso, i grandi gruppi internazionali come, ad esempio, Netflix.

Diritti sportivi

Circa il 3% dei costi totali della SSR, ci spiega la portavoce Gianna Blum, è destinato all’acquisto dei diritti di trasmissione mediatica di eventi sportivi nazionali e internazionali e di altri diritti correlati. In media, per il 2024, ammontano a poco più di 44 milioni di franchi, aggiunge, precisando che si tratta dei costi lordi senza detrazione di eventuali rivendite e sublicenze dei diritti acquisiti. La vasta offerta sportiva della SSR (in diretta e tramite immagini salienti) riguarda sia gli sport di punta, sia quelli meno seguiti dai media.

Restrizioni da definire

«Nell’ottica della pluralità dei media, il Consiglio federale intende definire maggiormente il ruolo dei media di servizio pubblico e dei media privati. In futuro la SSR è chiamata a concentrarsi maggiormente sui suoi ambiti prioritari, ossia l’informazione, la cultura e la formazione. Il Consiglio federale prevede di definire restrizioni negli ambiti dello sport e dell’intrattenimento. In cosa consistono nel concreto queste restrizioni verrà deciso durante i lavori di elaborazione della nuova concessione», spiega l’UFCOM al Corriere del Ticino.

La SSR dal canto suo non si sbilancia, limitandosi a sostenere che dopo la «prova di fiducia» di domenica l’obiettivo è di «continuare a rimanere vicini alle persone, sia a livello regionale e linguistico che nello spazio digitale. L’attuale concessione rimane invariata fino alla fine del 2028 e le discussioni sulla futura concessione non sono ancora iniziate, quindi non possiamo anticipare nulla al riguardo».

Non cambierà molto

Per il consigliere nazionale Martin Candinas (Centro/GR), in realtà, non ci saranno rivoluzioni nella nuova concessione. «Non credo che ci saranno tanti cambiamenti, in particolare nello sport », afferma il grigionese, spiegando che le federazioni sportive - alcune delle quali hanno partecipato attivamente alla campagna di voto - non vogliono perdere visibilità. Sull’intrattenimento, invece, la porta è già più aperta: «È soprattutto lì che si dovrà intervenire, precisando alcuni aspetti. Ad esempio, valorizzando le produzioni che vengono fatte in Svizzera. Serve più Swissness, anche per mostrare la Confederazione in tutta la sua varietà. I privati non hanno nessun interesse a investire in questo ambito. Sono i soldi a comandare».

«Credo che nel settore dell’intrattenimento, e su questo sono tutti d’accordo, ci sia probabilmente la maggiore possibilità di realizzare risparmi», sostiene dal canto suo Gregor Rutz, secondo cui bisogna anche porsi delle domande sugli elevati costi di produzione di singoli format della SSR.

Sci alpino, Formula 1, Moto GP, mondiali di calcio e Giochi Olimpici, in futuro si potranno ancora vedere sui canali RSI, RTS e SRF? «Certamente, la SSR ha un budget consistente e potrà farlo», afferma il consigliere nazionale Gregor Rutz (UDC/ZH), secondo cui però dovrà fare delle scelte. «Forse le feste federali di lotta svizzera o di tiro potrebbero essere trasmesse da emittenti private. E se queste lo desiderano, allora che lo facciano».

Di tutt’altro avviso Martin Candinas: «È chiaro che i privati hanno interesse a fare affari. Ma su alcuni eventi dobbiamo dire chiaramente che questo non è il posto per fare business: penso al Lauberhorn o alla Festa federale di lotta svizzera».

Limitare la presenza online

«Nello sport e nell’intrattenimento ci sarà più margine di manovra per realizzare risparmi, ma è importante anche limitare la presenza online in modo da non ostacolare troppo gli editori privati. È una questione di distorsione della concorrenza», aggiunge Rutz. Proprio per questo motivo, la SSR in futuro dovrà concentrarsi su audio e video, limitando i testi scritti online.

L’offensiva dei privati non solo per le serie TV

Film, sitcom ed eventi in diretta

Netflix, Disney +, Amazon Prime Video, Apple TV, Paramount+, YouTube. Sono solo alcune delle grandi piattaforme internazionali accessibili anche dalla Svizzera per consumare (dietro il pagamento di uno o più abbonamenti) serie TV, sitcom, film e non solo. Negli ultimi mesi, ad esempio, Netflix ha iniziato a trasmettere eventi sportivi in diretta: la finale del Six Kings Slam tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nell’autunno del 2025, due partite di football americano della NFL lo scorso Natale, l’incontro di boxe tra Jake Paul e Mike Tyson. Il colosso statunitense trasmetterà (insieme ad Apple TV) per il pubblico americano pure il Gran Premio del Canada di Formula 1 in programma il prossimo maggio. Oltre a ciò, ha anche acquisito i diritti per trasmettere i Mondiali di calcio femminili del 2027 e del 2031 negli Stati Uniti.

Hockey su ghiaccio e calcio

Lo scorso agosto, la National League e Sunrise (con MySports) - di proprietà del colosso Liberty global - hanno annunciato il prolungamento, fino alla stagione 2034-2035, della loro collaborazione per i diritti televisivi del campionato svizzero di hockey su ghiaccio. MySports resterà la piattaforma di riferimento per la trasmissione delle partite in pay-TV e in chiaro: saranno inoltre visibili, come oggi, alcuni incontri sulle tv regionali (TeleTicino per la Svizzera italiana, CH Media nella Svizzera tedesca e Léman Bleu in Romandia). Le partite della nazionale svizzera di hockey sono invece visibili alla SSR fino al termine della stagione 2027-2028. Nel calcio, Swisscom (con blue Sport) ha ottenuto i diritti di trasmissione dei campionati svizzeri di calcio fino al 2029-2030. Grazie a un accordo tra la Swiss Football League (SFL), la SSR e blue Sport, i canali della SSR potranno trasmettere in diretta una partita per ogni giornata del massimo campionato svizzero di calcio. In seguito a un accordo con la UEFA, la SSR si è assicurata i diritti di diffusione di tutte le partite della Nazionale maschile di calcio, di tutti gli incontri dei campionati europei del 2028, nonché di una selezione di altri match internazionali senza partecipazione svizzera.

Accordi con i privati

La SSR nel 2021 aveva siglato un accordo con CH-Media che permetteva all’azienda mediatica di mostrare alcune partite della nazionale svizzera di calcio nella Svizzera tedesca, mentre RSI e RTS assicuravano la copertura in diretta rispettivamente in Ticino e Romandia. Oltre a ciò, in accordo con l’associazione degli editori, la SSR limiterà la presenza di testi online. È prevista una maggior collaborazione con i media privati in futuro? «Il dibattito sull’iniziativa ha dimostrato quanto sia importante per la Svizzera un panorama mediatico sano. Questo si basa su due pilastri fondamentali: media privati sani e una SSR forte. Anche in futuro la SSR continuerà a collaborare con i media privati e a valutare possibilità di cooperazione. L’obiettivo comune è quello di preservare la fiducia della popolazione nei media e garantire la pluralità mediatica», spiega la portavoce Gianna Blum. La SSR, per motivi legati ai risparmi, la scorsa estate ha reso noto che dal 2027 non si occuperà più della produzione delle partite di National League (hockey), né delle competizioni UEFA per club (calcio). Vuole infatti concentrarsi nella produzione di partite e discipline sportive che può mostrare al pubblico perché ne detiene i diritti di diffusione. Stando al comunicato dello scorso luglio, ogni anno, la SSR copre oltre 100 eventi sportivi svizzeri e campionati di oltre 20 discipline sportive. Ora toccherà verosimilmente ai privati riprendere questo compito. Per la Socoetà svizzera di radiodiffusione, questo disimpegno nella produzione da parte della SSR «rafforza anche l’industria audiovisiva privata nazionale».

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